22 ottobre 2019
Aggiornato 21:00
anomalie gestionali in aeroporto

Ziberna, sicurezza a Ronchi, la Polizia ha mansioni non di sua competenza

Il Piano nazionale della sicurezza prendendo indirizzo dai piani internazionali prevede espressamente che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali o portuali debbano essere svolti da personale della Società di gestione; qualora questa non fosse in grado di provvedere verrebbero affidati a soggetti terzi

GORIZIA - «L'aeroporto di Ronchi dei Legionari è l'unico in Italia con anomalie gestionali che riguardano il Piano Nazionale della Sicurezza: in base a quale legge la responsabile Ente Nazionale Aviazione Civile per il Nord Est ha potuto derogare alla norma che prevede che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali debbano essere svolti da personale della società di gestione, con gli operatori di Polizia che continuano a svolgere mansioni non di competenza?» A porre il quesito è il vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Rodolfo Ziberna in un'interrogazione presentata alla Giunta.

«Il Pns, che tra l'altro è stato emanato principalmente dall'Enac, prendendo indirizzo dai piani di sicurezza
internazionali
- rileva Ziberna - prevede espressamente che tutti i servizi di sicurezza operanti in strutture aeroportuali o portuali debbano essere svolti da personale della Società di gestione. Qualora le Società di gestione aeroportuale non fossero in grado di provvedere (ed è il caso di Ronchi), i servizi di controllo di sicurezza verrebbero affidati dall'Enac, mediante procedure concorrenziali, a soggetti terzi.

«Già in passato sono stati segnalati (anche tramite interrogazione) diversi disservizi e le risposte ottenute,
coinvolgendo la Direzione dello scalo aereoportuale di Ronchi, erano state rassicuranti, anzi, avevano voluto minimizzare la situazione denunciata e richiamata. Nonostante queste rassicurazioni, però
- prosegue l'esponente di
Forza Italia - la situazione è tutt'altro che tranquilla. Come evidenziano alcune organizzazioni sindacali, infatti, Ronchi è l'unico aeroporto in Italia dove gli operatori di Polizia continuano a svolgere mansioni non di competenza, alleviando così i costi di gestione, ma pregiudicando la sicurezza generale dell'aeroporto e le norme attuative che la dispongono».

«Pare che la dirigente del Posto di polizia di frontiera aerea e marittima abbia intenzione di porre freno a tutto questo, essendo soggetto competente in materia: a seguito del superamento di un corso è stata, infatti, recentemente nominata Ispettore Enac nazionale. Tutto questo, però, non sarebbe possibile, almeno in tempi brevi, in quanto per formare il personale, munirlo di decreto prefettizio e fargli svolgere tutti i corsi e le abilitazioni, sono necessari almeno tre mesi, pur essendo scaduto il primo gennaio scorso il termine della proroga. Chiedo quindi alla Giunta regionale - conclude Ziberna - qual è la reale situazione all'aeroporto di Ronchi e se non considera opportuno svolgere un incontro con il personale con compiti di controllo e sorveglianza, compresi i rappresentanti sindacali delle Forza di polizia e di finanza presenti in loco».