19 aprile 2021
Aggiornato 04:00
cronaca

M5S: «Finalmente aprirà l’asilo nido interaziendale dell’Ospedale di Cattinara»

Ussai: «Un lieto fine per una storia lunga quasi dieci anni. Peccato per gli ultimi 24 mesi sprecati senza motivo»

TRIESTE - «Abbiamo dovuto attendere inspiegabilmente due anni, ma pare che finalmente l’asilo nido interaziendale dell’Ospedale di Cattinara sia prossimo all’apertura». La conferma arriva dal consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Andrea Ussai che da tempo segue le sorti dell’asilo di Cattinara e che lo scorso settembre aveva anche presentato una interrogazione alla giunta Serracchiani. La notizia arriva in modo indiretto grazie alla pubblicazione sul sito dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste (Asuits) del bando per le pre-iscrizioni. A gestire la struttura, che sarà operativa dal 2 maggio, sarà Duemilauno Agenzia Sociale. Per pre-iscriversi, invece, c’è tempo fino al 7 aprile. «Siamo soddisfatti del buon esito di questa storia iniziata molti anni fa - aggiunge Ussai -. Sono centinaia infatti le famiglie triestine che ancora oggi non riescono a trovare posto per i propri figli negli asili nido del Comune. La struttura di Cattinara, che si sviluppa su 400 metri quadrati, infatti, dovrebbe accogliere una trentina di bambini. In particolare l’asilo è stato realizzato per aiutare i dipendenti Asuits e quelli delle ditte e cooperative che a vario titolo operano all’interno dell’ospedale».

Le fasi
Già nel 2008 Confsal e Fials/Confsal raccolsero 600 firme per promuovere la sua apertura, mentre nel 2011 la Regione stanziò 600 mila euro per il completamento dei lavori. «Ci sono voluti quasi dieci anni e le proteste e segnalazioni di molti cittadini indignati ma alla fine l’asilo nido interaziendale di Cattinara potrà contribuire al miglioramento della qualità della vita dei professionisti impegnati a curare e ad assistere i pazienti del nosocomio». «Visto l'importo delle tariffe mensili - conclude Ussai - auspichiamo che, con l'aumentare dei posti a disposizione, si possa andare gradualmente a una riduzione dei costi per le famiglie che, a causa della crisi economica, sono particolarmente in difficoltà in questo periodo. Ricordiamo che, secondo i dati della Confcommercio, la fetta di famiglie in condizione di povertà assoluta in Italia tra il 2007 e il 2014 è quasi raddoppiata».