21 agosto 2017
Aggiornato 13:30
Via libera dalla giunta

Stranieri immigrati: ok al Piano triennale per l'integrazione

Si va verso l'attivazione di una "governance multilivello". Tra gli obiettivi, dare stabilitą e struttura alla gestione delle persone richiedenti protezione internazionale

Approvato il Piano triennale per l'integrazione (© Diario di Trieste)

FVG - La giunta regionale, nel corso della sua ultima seduta, ha approvato in via preliminare il Piano triennale per l'integrazione delle persone straniere immigrate, il documento che disegna la nuova strategia delle politiche regionali per l'immigrazione, nel quadro della legge regionale 31 del 2015 che configura l'importanza di delineare una cornice di riferimento comune per lo sviluppo di politiche regionali e territoriali nei più diversi ambiti quali l'istruzione, la salute, il lavoro, la formazione professionale, i servizi, la casa, i diritti e la cultura, con il fine ultimo di promuovere una positiva integrazione delle comunità straniere attraverso il coinvolgimento e il contributo attivo delle istituzioni locali e del terzo settore.
In trenta pagine, che partono dai riferimenti normativi e dai dati di contesto, infatti «abbiamo voluto codificare - spiega l'assessore regionale alla solidarietà Gianni Torrenti - delle procedure che consentano una relazione costruttiva ed efficace tra Regione, enti locali e soggetti di natura privata che offrono beni e servizi a valenza pubblica. Un contesto che consenta alle comunità locali l'opportunità di crescere e qualificarsi come realtà solidali, in grado di valorizzare al proprio interno rapporti nuovi tra le diverse lingue e culture».

Si parla di casa, salute e assistenza sociale
Il Piano triennale parte da un esame di tutte le numerose forme di finanziamento (regionali, nazionali ed europee) che in questi ultimi anni sono state destinate al settore per approdare a una progettazione efficace e più puntuale in materia. «E' il frutto - precisa l'assessore - del necessario coordinamento fra quattro direzioni regionali con deleghe diverse. Non solo immigrazione, ma anche casa, salute e assistenza sociale, istruzione e formazione. Tutti temi che in diversi modi impattano sulla popolazione immigrata. Il lavoro di concerto e il quadro complessivo delle risorse disponibili è funzionale alla sua efficacia, all'effettiva implementazione e alla verifica dell'operatività».
Il Piano si propone l'attivazione di una governance multilivello, in cui definire il ruolo della struttura regionale rispetto agli attori del territorio, ovvero Enti locali e terzo settore, da sempre veri protagonisti del fenomeno poiché, in quanto realtà più a contatto con gli stranieri e le loro problematiche, meglio ne esprimono bisogni e istanze, spesso sostituendosi all'intervento statale, sollecitando e spesso anticipando le stesse soluzioni legislative. In sostanza «la Regione - sottolinea Torrenti - si è fatta interprete delle istanze del territorio e delle istituzioni, offrendo strumenti e risorse per sostenerne le necessità. Favorendo l'estensione dei servizi in modo omogeneo sul territorio regionale e mirato alle effettive e diversificate necessità, il Piano triennale punta ad assecondare l'esigenza di un modello di amministrazione rinnovato, che tenga conto sia del radicamento degli immigrati che della presenza di richiedenti asilo».

Le finalità del Piano
Dunque "il piano vuol garantire un'attenzione a 360 gradi al fenomeno migratorio - chiarisce l'assessore -, dalla
valorizzazione della società multiculturale alla gestione delle migrazioni forzate, dal sostegno mirato delle persone straniere più vulnerabili all'offerta di una seconda possibilità a chi può tornare nei paesi d'origine»
.
Sinteticamente, si delineano quattro finalità, ciascuna declinata in diversi interventi di settore che danno attuazione alle disposizioni della legge regionale 31/2015: operare per l'integrazione delle persone straniere stabilmente presenti; dare stabilità e struttura alla gestione delle persone richiedenti protezione internazionale; potenziare gli interventi per persone in condizione di vulnerabilità; favorire il rientro volontario assistito delle persone che non sono riuscite ad attuare il loro progetto migratorio, fino a perdere, in diversi casi, il permesso di soggiorno.
Il Piano triennale, che non prevede stanziamenti, sarà attuato tramite programmi annuali concreti e mirati, predisposti in relazione agli obiettivi strategici che la Giunta regionale valuterà di finanziare annualmente sulla base delle valutazioni contingenti.