16 ottobre 2019
Aggiornato 06:30
mercoledì 26 aprile alle 21

L'Associazione Nuovo Corso presenta a Monfalcone "Verso il Primo Maggio"

Giorgio Pacorig, Giancarlo Schiaffini, Giovanni Maier e Michele Rabbia in concerto. Ingresso libero
L'Associazione Nuovo Corso presenta a Monfalcone "Verso il Primo Maggio"
L'Associazione Nuovo Corso presenta a Monfalcone "Verso il Primo Maggio"

MONFALCONE - L'Associazione Nuovo Corso si prepara per l'incisione (rigorosamente live) del volume 2017 di 'Verso il Primo Maggio', collana discografica dedicata alla festa del lavoro. E il livello si conferma altissimo, questa volta con un 'piccolo miracolo monfalconese'. Mercoledì 26 aprile, alle 21 al Carso in Corso di Monfalcone (ingresso libero) un concerto live di un quartetto di fuoriclasse, costituito ad hoc per l'occasione e concentrato su un repertorio interamente dedicato alla festa del lavoro.

Repertorio dedicato alle tematiche del lavoro
Dopo i volumi precedenti (affidati a Claudio Cojaniz, al quartetto Kaca Sraka in Lev e al Pacorig 5et) nel 2017 tocca ancora a quattro artisti di rango: sono Giorgio Pacorig (pianoforte e tastiere), Giancarlo Schiaffini (trombone e tuba), Giovanni Maier (contrabbasso) e Michele Rabbia (batteria e percussioni).
Un repertorio scelto, dunque, per l'attesa di una giornata importante che anche nelle scelte musicali sarà interamente dedicata alle tematiche del lavoro. Così spiega Giancarlo Schiaffini: «Partiremo da uno spiritual tradizionale, 'Sometimes I feel like a motherless Child', quando i rapporti lavorativi non erano così flessibili. Seguirà 'Work Song', di Nat Adderley, e in questo caso il titolo spiega tutto. Un brano improvvisato, 'Leaders', è basato su rapporti gerarchici fra gli esecutori. Ma se ghe penso è una famosa canzone genovese, basata sulla nostalgia di un emigrato per lavoro che sogna di tornare prima o poi in patria. 'Birk's Works' è una composizione di John Birks Gillespie, noto come 'Dizzy', che accomuna la struttura del Blues al lavoro, almeno nel titolo. Gabbie Mix mette insieme improvvisazione e canti di lavoro come E anche per quest'anno, This Old Hammer e Addio morettin, senza bisogno di altre spiegazioni. Sixteen Tons, di Merle Travis (1946) rievoca il canto degli scaricatori neri del Mississippi; lo conosciamo anche per una celebre e suggestiva versione di Herb Reed dei Platters. Completa il programma (forse) 'Vera', una sorta di doina che si lega in qualche modo all'area geografica. Ci sarà naturalmente, in conclusione del programma, una versione de 'L'Internazionale', quasi un pezzo d'obbligo per l'occasione».

Appuntamento al Carso in Corso
Un vero poker d'assi ancora una volta per un piccolo miracolo al Carso in Corso, che con passione sempre rinnovata i componenti dell'Associazione Nuovo Corso regalano alla città e agli appassionati di musica e cultura in generale.  Giorgio Pacorig - che ha suonato e suona con i migliori artisti italiani ed europei - è stato la scorsa stagione ospite di Nuovo Corso con l'ultima magnifica uscita discografica insieme a Zeno De Rossi (batteria) 'Sleep Talking' registrato per Artesuono. Oltre 50 i dischi all'attivo e grandi i riscontri delle sue più varie operazioni culturali. In particolare il lavoro de 2003 (con De Rossi e Maier) è stato Choc Record per Jazz Man ed ha avuto entusiastici riscontri internazionali. Attualmente continua a collaborare in zona con Dobialab, con Zerorchestra e prosegue le collaborazioni in Italia e all'estero con i più diversi organici all'insegna della ricerca.

Schiaffini, ospite d'onore
Ancora una volta ospite d'onore - è il caso di dirlo - è Giancarlo Schiaffini, compositore-trombonista-tubista di origine lombarda, musicista di assoluto riferimento nel mondo dell'improvvisazione e della ricerca in Europa. Attivo dagli anni Sessanta (dopo la laurea in fisica) già nel 1970 ha studiato a Darmstadt con Stockhausen, Ligeti e Globokar e ha fondato il gruppo strumentale da camera Nuove Forme Sonore. Per tutto il decennio ha suonato con vari gruppi dedicandosi alla ricerca contemporanea. Ha tenuto seminari alla Hochschule di Freiburg i. B., alla Melba e Monash University (Melbourne) e alla New York University e insegnato in vari conservatori. Ha collaborato con John Cage, Karole Armitage, Luigi Nono e Giacinto Scelsi; ha partecipato, come compositore ed esecutore, tra gli altri alle attività di Teatro alla Scala, Accademia di S. Cecilia, Biennale Musica di Venezia, Ircam, Filarmonica di Berlino e decine di altre realtà. Con Silvia Schiavone (testi) è protagonista di molte performance tra musica e letteratura o pittura ed è dedicatario di molte nuove composizioni tra cui gli stessi Scelsi e Nono. Per Ricordi ha scritto un trattato per trombone.

Rabbia, esteta del ritmo
Michele Rabbia non è 'solo' un percussionista: è un esteta del ritmo, un artista che della fisicità fa un proprio modo completo di esprimersi. Inizia nei primi anni Novanta con gli Aires Tango per poi collaborare con artisti jazz di fama internazionale Andy Sheppard, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella, Michel Godard, Rita Marcotulli, Charlie Mariano, Antonello Salis, Stefano Bollani) ma anche con il mondo della danza (Tery J. Weikel, Giorgio Rossi, Andrew Harwood, Nikolai Schetnev, Rossella Fiumi, Magda Borould Pascal) con il teatro (Fausto Paravidino, David Riondino e Mara Baronti), la letteratura (Dacia Maraini e Sara Ventroni) e nella pittura con Gabriele Amadori.

Maier, contrabbassista quotato
«La ricerca è per me sempre stata una parte molto importante. Ma la mia musica è sempre leggibile. Mai di rottura, ma sempre di incontro. […] Quando improvviso racconto me stesso; quando suono con gli altri mi piace reinventare e condividere regole sempre nuove. Per far circolare liberamente l’energia di tutti». Così parla di sé Giovanni Maier, uno dei contrabbassisti più quotati in Italia e molto apprezzato nel mondo, riconosciuto maestro della musica improvvisata. Ha suonato con le firme più autorevoli del jazz internazionale tra cui Enrico Rava, Gianluigi Trovesi, Cecil Taylor, Anthony Braxton, Tim Berne, Willem Breuker, Tristan Honsinger, Giancarlo Schiaffini, Antonello Salis, Herb Robertson, Tony Scott, Roberto Ottaviano, solo per citarne una minima parte. Pluripremiato nelle classifiche Top Jazz, Maier ha ideato e partecipato a decine di progetti e gestisce Palomar, una sorta di 'etichetta-laboratorio' per i nuovi lavori discografici e più in generale musicali.