20 ottobre 2018
Aggiornato 21:30

25 aprile alla Risiera di San Sabba nel segno dell'unità

Per Serracchiani "la libertà di pensiero e di espressione è tra i valori più attuali della Resistenza".
La cerimonia alla Risiera di San Sabba
La cerimonia alla Risiera di San Sabba (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «Tra i valori più attuali della Resistenza c'è la libertà di pensiero e di espressione: va protetta sempre. Oggi il nostro pensiero va a Gabriele Del Grande». Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani al termine della cerimonia per settantaduesimo anniversario della Liberazione nella Risiera di San Sabba a Trieste. "Va ricordato, ai giovani soprattutto, che la libertà non è mai scontata, ma va conquistata ogni minuto, ogni giorno, con consapevolezza», ha osservato Serracchiani, ammonendo che "la festa della Liberazione è di tutti, un momento prezioso che non va strumentalizzato». «Abbiamo bisogno - ha aggiunto la presidente - di un Paese unito».

Aggiornare i valori della Resistenza
Un appello all'unità che è stato condiviso anche dall'assessore regionale alla Cultura Gianni Torrenti, che ha partecipato alla cerimonia solenne assieme all'assessore Francesco Peroni e al vicepresidente del Consiglio regionale Igor Gabrovec. Torrenti ha ricordato inoltre come sia importante "coniugare alla parola liberazione la parola giustizia". "I valori della Resistenza e della festa della Liberazione ci trasmettono una lezione che deve essere oggi quella di non accontentarci della conservazione della memoria: ci dobbiamo impegnare a raggiungere l'obiettivo di una vera libertà della società, con una diffusa giustizia sociale, in un mondo solidale e inclusivo», ha indicato Torrenti. Secondo l'assessore, sulla cultura della memoria il Friuli Venezia Giulia ha sempre investito molto, mantenendo sempre molto alta l'attenzione, «ma c'è bisogno - ha ricordato - di essere consapevoli che si tratta di un laboratorio che deve restare sempre aperto". "L'impegno è aggiornare i valori che ci ha lasciato in eredità la Resistenza: su questo dobbiamo lavorare ancora molto; forse siamo rimasti troppo fermi alla valorizzazione della memoria. Non basta conservare solamente, dobbiamo applicarci per costruire una società fondata veramente su libertà e giustizia», ha concluso Torrenti.

Dipiazza e l'appello all'unità
L'appello all'unità è stato più volte ribadito anche nell'intervento del sindaco di Trieste Dipiazza. "Il significato di questa giornata che celebriamo nella Risiera, trasformatasi in quegli anni in luogo dell'orrore nazista, non deve essere in maniera più o meno strumentale utilizzato per continuare a alimentare le divisioni che hanno segnato con il sangue il Novecento, ma deve ricordarci che la concordia, insieme all'amore per la Patria e la Costituzione rappresentano le radici comuni delle nostre libertà, cultura, democrazia», ha affermato Dipiazza.
Al termine del discorso del sindaco di Trieste, a cui ha fatto seguito quello del primo cittadino di Duino Aurisina Vladimir Kukanja, si è tenuta la celebrazione dei riti religiosi cattolico, evangelico, serbo-ortodosso, greco-ortodosso ed ebraico da parte dell'arcivescovo Giampaolo Crepaldi, del rabbino Alexander Meloni, dell'archimandrita Gregorio Miliaris, del pope Rasko Radovic e del pastore Ruggero Marchetti. La cerimonia si è conclusa con l'applaudita esibizione del coro partigiano 'Pinko Tomazic' diretto da Pia Cah.

La cerimonia
La cerimonia è iniziata con l'ingresso in Risiera dei gonfaloni dei Comuni di Muggia e di Trieste, medaglia d'argento e d'oro al Valor militare della Resistenza, sfilati dinanzi al picchetto d'onore del Reggimento Piemonte Cavalleria e ai labari delle associazioni combattentistiche e d'arma, dei deportati e perseguitati politici antifascisti, dei partigiani, dei volontari della libertà e dei sindacati. Presente, oltre al Comitato internazionale del lager nazista della Risiera di San Sabba, anche il labaro della Brigata ebraica.
Dopo la deposizione della corona d'alloro della Regione Friuli Venezia Giulia da parte della presidente Serracchiani, congiuntamente al prefetto e commissario di Governo Annapaola Porzio e al sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e quella dei sindaci dei Comuni di Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, Sgonico e San Dorligo, i discorsi ufficiali sono stati aperti dall'intervento di Sandra Modesti, in rappresentanza dei sindacati e dei lavoratori.