22 novembre 2017
Aggiornato 13:30
Cultura

Quando l'immagine diventa denuncia: inaugurate le mostre dei fotografi Cei, Zanolla e Simonelli

Lo sguardo e la sensibilità dei tre fotografi sono protagonisti, fino al 26 maggio, di altrettante rassegne ospitate a Trieste negli spazi espositivi del Consiglio regionale e inaugurate nella pausa dei lavori d'Aula dal vicepresidente dell'Assemblea Igor Gabrovec

(© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Lo sguardo e la sensibilità di tre fotografi - Erika Cei, Lorenzo Zanolla, Monica Simonelli - sono protagonisti, fino al 26 maggio, di altrettante rassegne ospitate a Trieste negli spazi espositivi del Consiglio regionale e inaugurate nella pausa dei lavori d'Aula dal vicepresidente dell'Assemblea Igor Gabrovec.  Tre mostre di denuncia, dedicate a tematiche di grande impatto sociale e culturale.  Con le immagini di "Ferriera", l'artista goriziana Erika Cei -
storica di formazione e dedita ai reportage - documenta le condizioni di vita delle persone che abitano nei quartieri di Servola e Valmaura, a stretto contatto con lo stabilimento siderurgico in attività dal 1897, nella speranza che le storie di tante persone che combattono quotidianamente contro fumi, polveri, odori e rumori di ogni genere, che rendono la loro vita impossibile, non passino inosservate. "Ferriera" è parte integrante di un progetto che l'autrice da tre anni sta
sviluppando sulle contraddizioni dell'Europa contemporanea.

Sport
Attraverso le immagini che compongono la mostra "Il calcio in farmacia", Lorenzo Zanolla affronta il tema del doping. Con la luce - afferma l'autore dichiarandosi sostenitore dello sport
pulito e del sacrificio per ottenere risultati - ho voluto scrivere in modo diretto ed esplicito una denuncia sul doping con l'intento di smuovere le coscienze su una piaga che affligge atleti di ogni età portando problemi con la giustizia e con la salute, fino a patologie gravi e invalidanti (SLA, leucemie, tumori); è un problema culturale che parte dagli adulti e che avrà i suoi picchi nei prossimi anni visti i pochi regolamenti, i pochi controlli e i mezzi inefficienti impiegati per contrastarlo tra gli anni '60 e '80. Occorre educare le prossime generazioni sull'uso e l'abuso di queste sostanze, e fare squadra fra tutti i soggetti - famiglie, educatori, allenatori, dirigenti delle
società sportive, medici - per trasmettere un'idea pulita dello sport dove i risultati si ottengono con l'impegno e non attraverso scorciatoie. Un appello innanzitutto ai genitori ai quali in primis si chiede obiettività e rigore per le regole che il calcio insegna.

Donne
"Segni indelebili" è dedicata alla violenza sulle donne - psicologica e fisica che sia - e alle condizioni di isolamento e intimidazione che l'accompagnano. Attraverso l'obiettivo, Monica
Simonelli indaga una realtà che quotidianamente ci pone di fronte a casi che raggiungono anche esiti estremi. Le sue foto, sia realisticamente che simbolicamente, raccontano la condizione di
sottomissione, impotenza, smarrimento a cui è condannata la donna, spesso entro le mura domestiche proprio da chi per primo dovrebbe esprimere amore e rispetto. Le tre rassegne saranno aperte al pubblico dal lunedì al giovedì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.30; sarà possibile visitarle anche il venerdì dalle 9.30 alle 13.00.