25 ottobre 2020
Aggiornato 20:30
rifioritura del tessuto socio economico

Revelant, proposta di legge sull'utilizzo dell'acqua dei fiumi

Un utilizzo corretto, responsabile e soprattutto territoriale dell'idroelettrico può garantire un gettito extra di 10 milioni di euro. Con queste risorse, la montagna potrebbe iniziare un percorso di ripresa, rimettendo in moto un'economia di scala

GORIZIA - Restituire al territorio e ai cittadini parte dei proventi derivanti dall'utilizzo dell'acqua dei nostri fiumi. È questo l'obiettivo della proposta di legge presentata dal consigliere regionale di Ar Roberto Revelant, condivisa dall'intero centro destra. Un utilizzo corretto, responsabile e soprattutto territoriale dell'idroelettrico può garantire un gettito extra di 10 milioni di euro. Con queste risorse, la montagna potrebbe iniziare un percorso di ripresa, rimettendo in moto un'economia di scala. La rifioritura del tessuto socio economico passa anche e soprattutto dall'acqua.

La proposta di legge intende colmare un vuoto normativo, in attesa che lo Stato, incalzato dall'Europa, emani regolamenti ad hoc per disciplinare i rinnovi delle grandi derivazioni. Il settore della concessioni idroelettriche annaspa da 16 anni in un mare di incertezze normative e precarietà legislative a tutto vantaggio dei concessionari attuali. La proposta di legge darebbe una risposta molto significativa, azionando tre leve.

Oggi le grandi derivazioni, gestite da proprietà extraregionali, generano quasi il 70% della produzione idroelettrica del Friuli Venezia Giulia. Si propone quindi di introdurre un canone aggiuntivo e uno ambientale a carico dei concessionari delle grandi derivazioni (come avvenuto nella Regione Abruzzo dal 2013) del valore complessivo di 57 euro per Kw di potenza, che a regime potrebbe portare, nel caso lo Stato continuasse a essere inadempiente, circa 7,5 milioni di euro all'anno. Il secondo punto della norma consiste nel riconoscere le cooperative storiche (Secab e Idroelettrica Fornese) garantendo continuità d'esercizio. Infine, occorre creare un Fondo speciale per le misure destinate alla salvaguardia e alla valorizzazione del territorio montano. In sintesi, quello che si recupererebbe dall'acqua, complessivamente un'ulteriore somma non inferiore ai 10 milioni di euro, resterebbe in montagna per gli investimenti.