17 dicembre 2018
Aggiornato 02:00

E' morto Lucio Toth, patriota dalmata e pilastro dell'associazionismo degli Esuli

Il ricordo della presidente del Fvg Serracchiani: «Un testimone lucido e intransigente dell'esodo che ha saputo declinare l'ingiustizia non nel rancore e nell'odio, ma nel dialogo»

TRIESTE - Un punto di riferimento per il mondo degli Esuli istriani, fiumani e dalmati, nonché un grande intellettuale. E' morto ieri notte a Roma Lucio Toth, Presidente onorario dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ed ex Presidente della Federazione delle Associazioni degli Esuli istriani, fiumani e dalmati. Nato a Zara il 30 dicembre 1934, dopo una brillante carriera di Magistrato cassazionista e l’esperienza di Senatore della Repubblica nella X Legislatura, Toth è stato dal Congresso nazionale di Muggia (TS) del 1992 fino alle dimissioni nel 2012 al vertice dell’ANVGD. 

L'Associazione
Cattolico liberale e convintamente europeista, fautore del dialogo e del confronto, fu troppo modesto per ammettere il ruolo importantissimo che svolse per l’associazionismo della diaspora adriatica e per i dalmati. Membro della Commissione storico-culturale italo-slovena che fra il 1993 ed il 2000 elaborò un documento comune sulle relazioni italo-slovene nel 1880-1956, preparato e convinto della bontà della nostra causa, Toth seppe lavorare con le istituzioni in maniera tale da creare i presupposti affinché la Legge istitutiva del Giorno del Ricordo fosse patrimonio condiviso della comunità nazionale. Il dibattito, moderato dai direttori de «Il Piccolo» e del «Primorski dnevnik», che intrattenne ad aprile 2009 con il Senatore Milos Budin, autorevole esponente della comunità slovena in Italia, fu invece propedeutico per lo storico Concerto dei Tre Presidenti in Piazza Unità d’Italia a Trieste nel luglio dell’anno dopo. 

Il ricordo di Serracchiani
Seppe così meritarsi la stima ed il rispetto dei suoi interlocutori, i quali compresero la profondità del legame che manteneva con le sue terre d’origine ed apprezzarono il prezioso impegno profuso da questa figura di intellettuale europeo per ricostruire la storia ed il futuro dell’Adriatico orientale: il suo ultimo libro «Storia di Zara. Dalle origini ai giorni nostri» rappresenta l’estremo atto di amore per la sua Dalmazia. «Un testimone lucido e intransigente dell'esodo, che ha saputo nel corso della sua vita costruire, dalle macerie della diaspora, un percorso che ha poi portato al
riconoscimento storico, morale e istituzionale di quanto accadde agli esuli istriani, fiumani e dalmati al termine della seconda guerra mondiale
». Con queste parole lo ha ricordato la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani.  «L'insegnamento che ci lascia - ha sottolineato la presidente - è quello di aver saputo declinare l'ingiustizia non nel rancore e
nell'odio, ma nel dialogo e nella capacità di ricercare la verità per condividerla con l'intero Paese. Penso al suo ruolo esercitato con caparbietà e saggezza nell'iter dell'istituzione del Giorno del ricordo, così come nella diffusione della storia dalmata attraverso la letteratura, scrivendo romanzi e saggi»
.

Il futuro
«A tal riguardo - ha concluso Serracchiani - ritengo doveroso che le istituzioni, non solo locali, valorizzino in futuro adeguatamente il ricordo di una figura come Lucio Toth, il quale ha avuto il grande merito di essere stato un protagonista della storia che, partendo da una stagione di grandi sofferenze, ha rivendicato la propria identità scegliendo sempre la strada del confronto e mai quella della divisione».