17 dicembre 2018
Aggiornato 01:00

Donne a 40 anni di distanza, Comencini indaga il rapporto madre-figlia in "Due partite"

Lo spettacolo si muove sull’ironica, sottile scrittura di Cristina Comencini, la delicata mano registica di Paola Rota, e la duplice interpretazione delle protagoniste, Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Tatiana Lepore

TRIESTE - Quattro madri e le loro quattro figlie ritratte a quarant’anni di distanza. In «Due partite» ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 3 al 7 maggio (alla Sala Assicurazioni Generali) Cristina Comencini indaga sulla figura e sulla condizione della donna, attraverso una commedia interessante e ben costruita. Ne sono interpreti le bravissime Giulia Michelini, Paola Minaccioni, Caterina Guzzanti e Tatiana Lepore. 

La storia
In «Due partite» il pubblico assiste a due momenti di una stessa storia, che si rispecchiano l’uno nell’altro. Un’architettura drammaturgica interessante che pone le attrici davanti a una prova complessa: devono infatti interpretare il ruolo di quattro donne degli anni Sessanta nel primo atto e nel secondo le loro quattro figlie ormai divenute donne. Il tempo di una vita e il legame più identificante e inscindibile del mondo – quello fra madre e figlia – per analizzare l’universo femminile in tutte le sue sfaccettature e contraddizioni, in tutte le sue prove di forza, lacrime, gioie…Il sipario si alza su un salotto dove le quattro protagoniste del 1960 si incontrano ogni settimana per giocare a carte: è un pretesto per confidarsi, e sognare il futuro. Il racconto si chiude nel segno felice di una nascita. Il secondo atto invece, 45 anni dopo, vede le quattro figlie riunirsi per il funerale di una delle madri: gli spettatori le riconosceranno una ad una dalle parole, dai ricordi, dalle battute delle loro figlie. Chissà se queste incarnano i sogni delle loro madri, chissà se hanno scelto di distanziarsi dal loro modello o se continuano a trovare nel loro esempio la forza per affrontare la vita: perché quelle donne nuove sono sicuramente più consapevoli, più emancipate delle loro mamme, ma chissà se ci significa anche più serene, gratificate e sicure…