26 febbraio 2020
Aggiornato 15:30
valore universale del sito

Collio-Brda: il progetto del sito Unesco

Entrare nella Tentative List del Patrimonio Mondiale dell'Umanità significa riconoscere la storia e l'identità di ciascun popolo e promuovere la tutela del patrimonio naturale e culturale del luogo aprendo le porte a una grande opportunità sociale ed economica per il territorio transfrontaliero
Collio-Brda: il progetto del sito Unesco
Collio-Brda: il progetto del sito Unesco

GORIZIA - Collio. Brda. In den Ecken. Cuei. Italiano. Sloveno. Tedesco. Friulano. Quattro espressioni in quattro lingue diverse per indicare la medesima area geografica tra Italia e Slovenia, tra i fiumi Isonzo e Judrio, al centro dell'esclusivo progetto transfrontaliero di candidare questo territorio disegnato da un armonioso susseguirsi di colline coltivate a vigneti, frutteti, ulivi, a entrare nella Tentative List del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco, con l'obiettivo di far riconoscere a livello internazionale 'l'eccezionale valore universale del sito'.

La presentazione del progetto si è tenuta a Bruxelles, nella sede dell'Ufficio di collegamento della Regione Fvg, alla presenza del presidente del Consiglio regionale Franco Iacop in occasione dell'inaugurazione della mostra a 'Collio Brda 1915-1917 - soldati tra vigneti e ciliegi' curata da Giovanni Battista Panzera e organizzata dalla Società Cormonese Austria, in collaborazione con il Goriski Muzej. Presenti all'evento Franco Boccheri, referente Nord Italia Icomos/Unesco e rappresentanti istituzionali delle comunità di Collio e Brda e del comitato tecnico-scientifico della canditatura.

Un'occasione per ripensare alla storia - ha sottolineato Iacop - di questo territorio rimasto unitario per mille anni nonostante le molte vicende storiche, come conferma la sua denominazione quadrilingue dal medioevo al 1918, quando era governato dall'impero Austriaco.
Poi la Prima Guerra Mondiale, che ha lasciato devastazioni, lutti e rovine; l'area riunita sotto lo Stato italiano fu poi attraversata da un confine dopo il trattato di pace tra l'Italia e la Jugoslavia nel 1947.
La geografia politica ha per quasi mezzo secolo separato i profili di una geografia fisica di straordinaria bellezza, forgiata da economie, tradizioni e architetture comuni, come confermano le rimanenti testimonianze di borghi fortificati, chiese isolate e castelli, e intessuta di relazioni sociali e
culturali che dal 2007, con l'abolizione definitiva della frontiera e l'ingresso della Slovenia nell'Ue, hanno ripreso a scorrere sulle medesime strade di un tempo, senza più limitazioni, restituendo l'armonico insieme di questi luoghi.

Entrare nella lista Unesco significa riconoscere la storia e l'identità di ciascun popolo e promuovere la tutela del patrimonio naturale e culturale del luogo aprendo le porte a una grande opportunità sociale ed economica per questo territorio transfrontaliero - ha insistito Iacop sottolineando il valore
simbolico dato alla presentazione del progetto di candidatura in occasione dell'inaugurazione della mostra, nel centenario della Prima Guerra Mondiale.

La rassegna, attraverso molte foto provenienti sia da collezioni private che dagli archivi di istituzioni pubbliche, racconta le vicende belliche del conflitto tra Italia e Austria nel teatro di un territorio fertile e coltivato, che portava i suoi frutti e le sue primizie nel cuore dell'Europa e che fu violato e tormentato
da insediamenti militari e bombardamenti. Si tratta di una importante e utile operazione della memoria, ricostruzione storica e culturale in equilibrio tra storia e microstoria, con uno sguardo sulla vita della gente e delle comunità, non solo sul fronte ma anche dell'entroterra.
Simbolico l'itinerario che la mostra svilupperà anche in Slovenia e Austria, fino a Vienna, raccontando pagine di un confine cruciale che proprio la dimensione dell'Ue - ha sottolineato infine Iacop - offre a paradigma di un percorso che non può prevedere passi indietro.