24 agosto 2017
Aggiornato 06:30
Porto vecchio

Serracchiani: «Sviluppiamo un'area che unisca cultura, scienza e servizi»

La presidente del Fvg al dibattito alla Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio di Trieste: «Non possiamo pensare che un'area di 600mila metri quadrati abbia una monofunzione»

TRIESTE - «Non possiamo pensare che un'area di 600mila metri quadrati abbia una monofunzione». Lo ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani intervenendo al dibattito alla Centrale Idrodinamica del Porto Vecchio di Trieste seguito alla presentazione di undici progetti
popolari per lo sviluppo della parte più antica dello scalo, promossa dal Rotary Club Trieste insieme al quotidiano "Il Piccolo" di Trieste. Secondo Serracchiani, «il Porto Vecchio deve contare su funzioni numerosamente importanti», senza paura di mutuare esempi esteri come il modello di Copenhagen, il cui waterfront è il più assimilabile per caratteristiche a quello triestino. La presidente della Regione ha sostenuto che, per il futuro di un Porto Vecchio in cui «occorre mettere insieme pubblico e  privato, cultura e scienza sono tasselli importanti e sarebbe davvero sciocco non inserirli».

Innovazione e turismo
«Il che non significa, tuttavia, tranne per l'Icgeb, spostare la sede di un istituto scientifico da su a giù bensì aggiungere nuovi centri a quelli che abbiamo già. Inoltre - ha aggiunto Serracchiani - nel futuro del Porto Vecchio non ci può non essere il mare, con uno sguardo ai Balcani, perché guardiamo con grande
interesse verso quel mondo
». Nell'ottica di sviluppare un turismo di qualità, la presidente della Regione ha evidenziato la necessità di «immaginare una
Stazione Marittima innovativa capace di contenere servizi e di essere il ponte di arrivo alla città, facendo sì che trovino spazio cultura, scienza e servizi alla città e ci sia un collegamento con piazza Unità e piazza della Borsa
». Secondo Serracchiani «abbiamo bisogno di luoghi dove far arrivare il turismo di cultura e di qualità per portare alla città non solo passaggio ma anche ricchezza».