24 agosto 2017
Aggiornato 06:30
Fotografia

"Gli occhi della Guerra", un percorso nella memoria di Almerigo Grilz

Verrà inaugurata oggi pomeriggio l'esposizione fotografica e documentaria dedicata al primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine del Secondo conflitto mondiale

TRIESTE - Un percorso nella memoria di un giornalista poco ricordato dai media, che non a caso Toni Capuozzo, autore di una puntata del settimanale tv «Terra!» , ha definito l’«inviato ignoto». Oggi, alle 18.30, si apre al Civico Museo di Guerra per la Pace «Diego de Henriquez» di Trieste, in via Cumano 22, la mostra fotografica e documentaria «Gli Occhi della Guerra», in memoria di Almerigo Grilz, primo giornalista italiano caduto su un campo di battaglia dalla fine del Secondo conflitto mondiale. Trent’anni fa, il 19 maggio 1987, Almerigo Grilz moriva a Caia (Mozambico) colpito da un proiettile alla nuca mentre filmava uno scontro a fuoco tra i soldati governativi e i ribelli del Renamo. Oltre alle foto scattate da Grilz nel corso della sua breve ma intensa attività in Afghanistan, Etiopia, Filippine Mozambico, Iran, Cambogia e Birmania, la mostra comprende anche quelle realizzate dopo la sua morte dai suoi amici e compagni d’avventura Fausto Biloslavo e Gian Micalessin. Un’esposizione unica in Italia e completamente rinnovata, con novanta pannelli su 35 anni di reportage, dall’invasione israeliana del Libano nel 1982 fino al caos della Libia, la terribile guerra in Siria e la sanguinosa battaglia di Mosul. La mostra è stata inserita nel percorso museale della collezione «Diego de Henriquez» e rimarrà aperta fino al 3 luglio, nell'orario del Museo (lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10-17; sabato e domenica 10-19; chiuso il martedì). All'inaugurazione interverrà per l'amministrazione comunale l’assessore alla Cultura Giorgio Rossi. 

Il racconto di Grilz
Accanto alle foto scorrono i video servizi dei reportage di oggi sui paesi senza pace come Afghanistan, Siria, Libia, Iraq assieme al documentario «L’Albero di Almerigo» che racconta la ricerca e il ritrovamento in Mozambico dell’albero sotto cui riposa Almerigo Grilz. Dell’esposizione fa parte anche una selezione delle pagine più significative delle agende che Almerigo Grilz utilizzava per annotare con precisione ogni momento dei suoi reportage corredando il tutto con disegni e mappe dettagliate. La futura vocazione e la passione del giornalista emerge pure dalle pagine dei «Diari del giovane Grilz» in cui un Almerigo adolescente disegnava scene di battaglie storiche e descriveva gli avvenimenti della sua Trieste. Il pubblico potrà sfogliare anche le bozze del fumetto «Almerigo Grilz - avventura di una vita al fronte», dalla passione politica al giornalismo, che verrà pubblicato a settembre. La mostra «Gli occhi della guerra» vuole essere anche un tributo ai reportage in prima linea, in un periodo di media in crisi, e un omaggio non solo a Grilz ma a tutti i giornalisti che hanno perso la vita sul fronte dell’informazione per raccontare le tragedie dei conflitti. L'esposizione è stata realizzata da Fausto Biloslavo e Gian Micalessin, con il contributo del Comune di Trieste. Gli autori firmano, assieme ad Almerigo Grilz, il catalogo «Gli occhi della guerra».