17 novembre 2019
Aggiornato 04:30
Cultura

Riforma dei musei, Grim: «Indispensabile sconfiggere l’arretratezza culturale»

La segretaria del Pd ha commentato il pronunciamento del Tar del Lazio, che ha bocciato cinque delle venti nomine di direttori dei supermusei previsti dalla riforma del ministro dei Beni culturali
Antonella Grim, segretaria del Pd
Antonella Grim, segretaria del Pd Diario di Trieste

TRIESTE - «Alla luce di alcuni aspetti a dir poco sorprendenti della sentenza del Tar sui musei, dobbiamo ritenerci fortunati che la nuova direttrice del Castello e del parco di Miramare sia italiana. E’ solo grazie a una fortunata coincidenza che potremo non dire addio al rilancio di uno dei gioielli della nostra regione». Lo afferma la segretaria del Pd Fvg Antonella Grim dopo il pronunciamento del Tar del Lazio, che ha bocciato cinque delle venti nomine di direttori dei supermusei previsti dalla riforma del ministro dei Beni culturali, perché, tra le altre cose, «il bando della selezione non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani». Secondo Grim «il ministro Franceschini con la riforma dei musei ha voluto introdurre una massiccia dose di innovazione ed efficienza; fattori verso i quali il sistema pubblico della cultura in Italia ha talvolta dato prova di una certa insofferenza. Fermo restando che andranno fatte le opportune verifiche, comprendo e condivido l’incredulità del ministro e di molta parte del mondo politico e della cultura per questa sentenza».

Il futuro di Miramare
«Senza entrare nel merito del pronunciamento del Tar – sottolinea Grim - è indispensabile sconfiggere un’arretratezza culturale e un immobilismo che per troppo tempo non hanno garantito al nostro patrimonio artistico di essere oggetto di scelte gestionali lungimiranti, guidate esclusivamente dal merito e dalla competenza. A Miramare a breve arriverà una direttrice con un curriculum importante, maturato in Italia e all’estero, che disporrà di nuovi e migliori strumenti per rilanciare il nostro gioiello. Ringraziamo che sia italiana: se fosse stata straniera saremmo dovuti partire di nuovo da zero».