25 febbraio 2018
Aggiornato 00:30
Trasporti

De Monte: «L'ok a Marebonus e Ferrobonus? Grande opportunità per le imprese»

Al convegno nazionale organizzato dall’europarlamentare a Bologna, sono stati esposti tutti i vantaggi offerti dall’Ue al Porto di Trieste e alle imprese

Isabella De Monte, europarlamentare del Pd (© diario di trieste)

TRIESTE - «Il via libera dell’Ue a Marebonus e Ferrobonus, dispositivi del Governo che prevedono quasi 180 milioni di euro di incentivi per il potenziamento del trasporto merci su mare e via ferro, rappresenta una grande opportunità per le imprese italiane e del Fvg. E’ un investimento forte sull’intermodalità, in cui il Porto di Trieste è leader, che favorirà le aziende e l’intero sistema Fvg. Questi interventi, uniti alla nuova normativa comunitaria che semplifica la concessione degli aiuti di Stato, daranno un vero slancio agli investimenti in infrastrutture. E’ un segnale dell’Europa che vogliamo, quella che favorisce crescita e lavoro». Lo afferma Isabella De Monte, europarlamentare del Pd e componente della commissione Trasporti e turismo, che oggi a Bologna ha organizzato il workshop «Il settore dei trasporti e l’Ue: opportunità per il 2017». La tavola rotonda, cui hanno partecipato rappresentanti istituzionali, categorie, associazioni e imprese dei trasporti e della logistica, si è svolta nella Torre Legacoop con il supporto del gruppo S&D al Parlamento europeo ed è stata l’occasione per discutere dei vantaggi offerti dai dossier comunitari alle imprese del settore.

Il confronto
Tre i momenti di confronto, sulla sostenibilità ambientale, l’intermodalità, la concorrenza e gli aiuti di Stato. E’ durante il panel sull’intermodalità, coordinato da Maurizio Ionico, amministratore unico di Fuc-Ferrovie Udine Cividale, che si è entrati nel dettaglio di Marebonus e Ferrobonus, previsti dalla Legge di stabilità 2016, che incidono direttamente sulle imprese operanti all’interno dei porti. Il Mare bonus prevede 138 milioni di euro tra il 2016 e il 2018 per l’allestimento di nuovi servizi marittimi, mentre il Ferrobonus riguarda il trasporto su ferrovia, nello specifico si tratta di contributi per servizi di trasporto ferroviario intermodale in arrivo e in partenza da nodi logistici e portuali in Italia, pari a 20 milioni di euro all’anno, sempre per il periodo 2016-2018. Al panel sullo sviluppo dell’intermodalità sono intervenuti anche il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico orientale, Zeno D’Agostino, e Marco Spinedi, presidente dell’Interporto di Bologna. Quest’ultimo è tra i partner nel progetto della Piattaforma logistica ed è collegato con il Porto triestino con 2 o 3 treni al giorno.

Gli interventi
Secondo Zeno D’Agostino «negli ultimi due anni il porto di Trieste ha investito prevalentemente sull’intermodalità e la logistica. Siamo diventati il primo porto ferroviario d’Italia con un network intermodale che va da Ovest a Est, dal Lussemburgo fino all’Ungheria e che continua a crescere, tanto che nel primo quadrimestre del 2017 abbiamo registrato un incremento del 20% del traffico ferroviario. Ci siamo inoltre focalizzati sull’integrazione con le realtà logistiche già esistenti sul territorio, come gli interporto di Trieste, Cervignano e le altre piattaforme del Friuli Venezia Giulia. Stiamo sviluppando anche una serie di iniziative di potenziamento delle logistica integrata alle attività portuali e al punto franco. Lo speciale regime applicato nei punti franchi dello scalo giuliano rappresenta un unicum a livello internazionale, portando numerosi vantaggi tra cui importanti incentivi doganali e fiscali che stiamo promuovendo specie per nuovi insediamenti di attività industriali in area portuale». Secondo Marco Spinedi «non è solo di investimenti che l’intermodalitá ha bisogno per adeguare, potenziare e innovare le infrastrutture pubbliche sulla base di principi comuni a livello europeo, che certamente servono, ma anche e soprattutto di direttive e politiche europee chiare, slegate da qualsiasi lobby, che muovano verso l’integrazione. Ed è proprio quella dell’integrazione la linea che Interporto Bologna ha deciso di consolidare e implementare più di tutte, strutturandosi come un hub aggregatore di tutti gli attori che compongono le catene logistiche e adoperandosi per facilitare e supportare fra gli stessi dinamiche collaborative».

Le sfide
Enrico Finocchi, della Direzione generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità del ministero dei Trasporti ha spiegato che «siamo davanti a sfida globale, che è quella legata ai corridoi europei. Dobbiamo affrontare le difficoltà legate allo spostamento di merci in particolare da Nord a Sud, accorciando i tempi e facendo sistema. E’ fondamentale lavorare sull’intermodalità, legare le piattaforme spingendo anche sugli intervento privati, investire sulla connessione tra porti, rete stradale e ferroviarie. Non abbiamo gli spazi di cui dispongono gli scali del Nord Europa, ma dobbiamo fare di più». Giuseppe Marta, direttore della Direttrice Asse verticale di Rfi ha affermato che «oggi rispetto al 2010 in Italia si registra un aumento del 10 pe cento di traffico merci. Gli obiettivi delle politiche di governo devono essere l’interconnessione delle reti europee, il superamento dei colli di bottiglia ai valichi alpini, le strozzature del traffico nelle zone urbane e lo sviluppo del mercato ferro-mare. Collegare i porti alla rete ferroviaria è essenziale: 16 lo sono già, sugli altri si sta lavorando».