25 febbraio 2018
Aggiornato 00:30
in Capo di piazza

La vittima: «La voce non usciva, il sangue schizzava ovunque»

Andrea, il 25enne colpito con un bicchiere di vetro alla gola, uscirà presto dall'Ospedale di Cattinara. Ha 25 punti di sutura a chiudere la ferita: «Ho fatto nome e cognome dell'aggressore alla polizia»

Un'automobile della Polizia (© diario di trieste)

TRIESTE – Presto tornerà a casa. Lo farà con 25 punti di sutura alla gola, ma potrà ricominciare la sua vita. Andrea, il 25enne aggredito sabato scorso in Capo di piazza, si trova al decimo piano dell’ospedale di Cattinara, stanza di Chirurgia vascolare. «Quando mi ha colpito con quel bicchiere mi sono accasciato al suolo, stordito, volevo urlare ma la voce non mi usciva più e intanto il sangue schizzava ovunque» ha raccontato a Il Piccolo. Chi è stato ad aggredirlo? Lui non ha dubbi. «Ho fatto nome e cognome alla polizia, così come l’hanno fatto i testimoni presenti al momento dell'aggressione: è un ragazzo che conosco fin dall’infanzia, eravamo compagni all’asilo, alle elementari, alle medie, e anche al corso professionale». Poi il giovane torna a quella maledetta sera. «Un po’ di tempo prima io, la mia fidanzata, sua sorella e quattro amici abbiamo preso delle birre da Manimpasta e siamo andati a bercele ai tavoli del Caffè Piazza Grande ormai chiuso –racconta - ad un tratto il mio ex compagno di scuola, che non incontravo da anni, è arrivato da piazza Unità con in mano uno spritz e ha appoggiato il suo bicchiere in vetro sul tavolino ed è venuto verso di me provocandomi».

L'aggressione
A quel punto Andrea si è alzato e «lui nello stesso momento ha ripreso il bicchiere colpendomi al collo – continua - Barcollando e aiutato dai miei amici mi sono diretto verso via Malcanton, andandomi a sedere sulla sedia del bar all’angolo con via delle Beccherie». Il giovane si è accasciato in una pozza di sangue. Gli amici e la fidanzata cercavano di tenerlo sveglio mentre arrivavano i soccorsi «e nel frattempo mi tamponavano la ferita con delle salviette di carta prese dal locale all’angolo. Chi mi ha aggredito non c’era più». Sono arrivati i soccorsi e la polizia. E’ stato immediatamente portato al Pronto Soccorso per l’intervento e poi la rianimazione. «Non pensavo mai potesse finire così e non so nemmeno se lui si sia realmente reso conto di cosa mi abbia provocato e del fatto che io, per colpa sua, potevo non esserci più». Mentre il giovane aggredito veniva trasportato a Cattinara la sua fidanzata, la sorella e gli altri amici venivano ascoltati in Questura. Ad alcuni di loro sono stati fatti vedere anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza all’angolo tra Capo di Piazza e piazza Unità. Una telecamera che copre perfettamente la visuale fino a via Malcanton. E che ha ripreso, secondo dopo secondo, l’intera scena.