14 novembre 2018
Aggiornato 08:00

M5S: «Baratto amministrativo? Centrodestra schizofrenico»

I consiglieri pentastellati: «A gennaio i consiglieri Panteca, Cason (lista Dipiazza) e Bertoli (FI) presentano una mozione per lanciare il baratto amministrativo, ieri si rimangiano quell'impegno e bocciano la delibera presentata dal M5S»
Domenico Basso, portavoce del Movimento Cinque Stelle
Domenico Basso, portavoce del Movimento Cinque Stelle (Facebook)

TRIESTE - «Centrodestra triestino in preda alla schizofrenia: a gennaio i consiglieri Panteca, Cason (lista Dipiazza) e Bertoli (FI) presentano una mozione per lanciare il baratto amministrativo, ieri si rimangiano quell'impegno e bocciano la delibera presentata dal M5S». I consiglieri del Movimento 5 Stelle non si capacitano di quanto accaduto in consiglio comunale. «Motivazione della bocciatura? Era una proposta che proveniva dall'opposizione, quindi da bocciare a prescindere, nonostante il M5S avesse tradotto in modifiche migliorative al testo iniziale tutte le osservazioni emerse durante le quattro commissioni consiliari sul tema». Che cos'è il baratto amministrativo? E' l’istituto che permette il pagamento di alcune imposte comunali con l’esecuzione di lavori elencati già nell’articolo 24 della legge 164/2014, e più recentemente ripresi nel nuovo codice degli appalti. E' un sistema che permette ai soggetti in difficoltà economiche e con problemi di lavoro di alleggerire la propria situazione tributaria. Gli effetti di questo reciproco patto tra cittadino e amministrazione si traducono in un recupero del decoro urbano, in una riqualificazione e manutenzione del territorio, di edifici, di strade e marciapiedi e tutto quant’altro previsto dal regolamento del baratto amministrativo.

Le motivazioni
«Abbiamo sentito consiglieri addurre argomentazione pretestuose ed infondate, lamentando in modo ridicolo che il regolamento proposto non avrebbe consentito alle fasce abbienti di aderire al baratto, oppure affermando che il testo sarebbe stato contrario al principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione perché l'adesione è consentita solo a chi rientra in una bassa fascia Isee -  continuano i consiglieri - tra l'altro proprio come richiesto e dichiarato dai consiglieri Panteca, Cason e Bertoli qualche mese fa quando presentavano la loro proposta sul baratto. Nella stessa mozione del centro destra si faceva giustamente riferimento al baratto amministrativo come "aiuto alle fasce deboli»». «Se fosse passata la nostra delibera - conclude il portavoce M5S Domenico Basso -, i cittadini in difficoltà economiche avrebbero potuto prestare la loro opera a favore della collettività ottenendo, in cambio una riduzione della Tari, la tassa sui rifiuti. Sarebbe stato uno strumento in più a favore dei cittadini ma il centrodestra ha preferito tutelare i propri interessi elettorali che quelli dei triestini».