24 maggio 2019
Aggiornato 17:30
La missione

Software italiano "sbarca su Marte" per una simulazione

Sei ricercatori vivono in una cupola geodetica nell'ambiente isolato del vulcano Mauna Loa: l'obiettivo è determinare quali siano i requisiti individuali e di gruppo funzionali durante missioni di esplorazione spaziale a lungo termine
La missione è finanziata dalla NASA
La missione è finanziata dalla NASA

TRIESTE  - Studiano il comportamento umano su Marte vivendo in una cupola geodetica nell’ambiente isolato del vulcano Mauna Loa, sull’Isola Grande delle Hawaii. Sono sei ricercatori della missione Hawaii Space Exploration Analog and Simulation (HI-SEAS), un progetto di ricerca realizzato dall’Università delle Hawaii e finanziato dalla NASA che mira, tra l’altro, a determinare quali siano i requisiti individuali e di gruppo funzionali durante missioni di esplorazione spaziale a lungo termine. Si tratta di una simulazione di isolamento della durata di otto mesi, iniziata il 19 gennaio scorso, che sarà seguita da una seconda missione a partire da gennaio 2018.

Gli obiettivi
Lo scopo degli «astronauti» è quello di affrontare e trovare contromisure al rischio del calo di performance del gruppo dovuto alle dinamiche di interazione, cooperazione, comunicazione e adattamento psicologico, che possono rivelarsi inadeguate in condizioni particolari ed estreme come quelle di un viaggio interplanetario. L'equipaggio "marziano" può contare anche sulla tecnologia dell'italiana ESTECO, impresa attiva nell’AREA Science Park, che ha messo a disposizione dei ricercatori il software di ottimizzazione modeFRONTIER per migliorare l’uso efficiente delle risorse a disposizione e progettare un sistema di vita sostenibile su Marte, grazie al quale ridurre a livelli minimi la produzione di rifiuti.