17 novembre 2019
Aggiornato 03:30
il caso

Polizia Penitenziaria fuori dalla cerimonia del 2 giugno: «Esclusione frustrante»

Federica D'Amore, segretaria regionale per il Triveneto della U.G.L. Polizia Penitenziaria, denuncia: «Non ci spieghiamo perché il nostro Corpo non è stato invitato a partecipare»
L'attacco della Polizia Penitenziaria
L'attacco della Polizia Penitenziaria

TRIESTE  - Il Corpo della Polizia Penitenziaria di Trieste escluso dalla cerimonia in piazza Unità d’Italia per la celebrazione della festa della Repubblica. Lo denuncia la dottoressa Federica D’Amore, segretaria regionale per il Triveneto della U.G.L. Polizia Penitenziaria. «Anche quest’anno inspiegabilmente il nostro Corpo non è stato invitato a partecipare alla cerimonia del 2 giugno, così come accaduto in altri eventi ufficiali che hanno visto il coinvolgimento delle forze di polizia; non ci spieghiamo come mai puntualmente la Polizia Penitenziaria di Trieste non possa partecipare, farsi conoscere dalla cittadinanza, rendere gli onori alla Autorità ed alla Bandiera». «Per questo motivo», spiega la sindacalista, «abbiamo inoltrato una lettera, tra gli altri, al Provveditore regionale per il Triveneto Enrico Sbriglia, al Prefetto Porzio, al Sindaco Dipiazza ed al Comandante Militare Esercito Friuli Venezia Giulia Tenente Colonnello Maggio per avere risposte in merito».

Il ruolo
Il Corpo di Polizia penitenziaria festeggia quest’anno i 200 anni dalla sua fondazione e giornalmente garantisce l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari e sul territorio, partecipa alla rieducazione dei condannati, garantisce la traduzione dei detenuti presso le aule di giustizia, ed oltre alle restanti competenze specifiche, negli ultimi tempi è impiegato in un’opera di continuo monitoraggio dei fenomeni di radicalizzazione all’interno delle carceri. «Nello specifico i poliziotti penitenziari triestini nell’ultimo anno sono stati protagonisti di diversi eventi critici nei quali hanno mostrato tutta la loro specifica professionalità e uno spiccato senso di umanità ed abnegazione, riuscendo a garantire la sicurezza e l’incolumità delle persone private della libertà personale, seppur in condizioni disagiate e troppo spesso senza alcun riconoscimento; escludere questi poliziotti dalle cerimonie ufficiali, soprattutto da quella del 2 giugno, è vissuto con grande frustrazione dagli stessi» spiega D’Amore.

Le parole del Ministro
Il Ministro della Giustizia Orlando in riferimento al recente riordino delle carriere delle forze di polizia approvato definitivamente il 24 maggio scorso dal Consiglio dei Ministri ha commentato: «Un provvedimento che innova, crea percorsi di carriera più chiari, premia il merito e riconosce la dignità che merita alla Polizia Penitenziaria, corpo in prima linea nel coniugare difesa dei diritti e garanzia della sicurezza per la nostra società».