29 marzo 2020
Aggiornato 11:30
condanna in appello

Filmava di nascosto le parti intime delle pazienti: 7 anni e 4 mesi all'infermiere pedofilo

Mauro Cosolo, 61 anni, è stato condannato anche al pagamento di tutta una serie di risarcimenti: da un minimo di 1.500 al massimo di 40mila euro, a seconda della gravità dell’episodio, nei confronti di un totale di 25 parti offese. Risarcimento inoltre da 5mila euro per i genitori e 30mila per il Burlo
Risarcimento anche per il Burlo, datore di lavoro dell'infermiere
Risarcimento anche per il Burlo, datore di lavoro dell'infermiere Diario di Trieste

TRIESTE –  Riprendeva di nascosto gli organi genitali delle minorenni che erano sottoposte alle sue cure e compiva veri e propri abusi sessuali proprio nei confronti delle giovanissime. Mauro Cosolo, 61 anni, l'infermiere del Burlo ritenuto colpevole di atti sessuali ai danni di minori è stato condannato, in Appello, a sette anni e quattro mesi. Come riporta Il Piccolo lo ha deciso, confermando la sentenza di primo grado, il collegio dei giudici della Corte d'appello presieduto da Donatella Solinas e composto da Gloria Carlesso e Anna Fasan accogliendo le richieste del procuratore generale Carlo Maria Zampi. Per quanto riguarda le parti civili i giudici hanno confermato tutti risarcimenti disposti in precedenza: da un minimo di 1.500 al massimo di 40mila euro, a seconda della gravità dell’episodio, nei confronti di un totale di 25 parti offese. Risarcimento inoltre da 5mila euro per i genitori e 30mila per il Burlo. Il risarcimento rilevante, probabilmente, rimarrà solo sulla carta: Cosolo, da quando è stato licenziato, non ha più alcun reddito. Per timore che il pagamento non avvenga gli avvocati di parte civile avevano anche chiesto e ottenuto il sequestro conservativo di un appartamento di sua proprietà in via Crispi. I difensori di Cosolo, gli avvocati Raffaele Leo e Marta Silano, hanno preannunciato il ricorso in Cassazione dopo il deposito delle motivazioni.

La vicenda
Il caso era scoppiato nel settembre 2015 quando una 12enne che si era rotta la gamba era arrivata al Burlo con la madre. La ragazzina era stata accolta nell'ambulatorio del reparto di ortopedia ed era stata affidata all'infermiere della sala gessi, Cosolo. Secondo la denuncia presentata dalla mamma, l'uomo si era comportato in modo sospetto e aveva in mano una «penna» simile a telecamera. La donna ha segnalato la cosa al medico della struttura Marco Rozzo che, a sua volta, aveva attivato la Direzione sanitaria. Da lì l’avvio delle indagini. Pochi giorni dopo, con un'altra bambina, Cosolo aveva utilizzato la sua penna telecamera facendola passare sotto il lenzuolino che copriva la paziente. La bambina e la madre, in quel caso, non si erano accorte di niente. Nell'abitazione dell'infermiere, perquisita pochi giorni dopo, gli agenti avevano trovato 251 video e oltre duemila fotografie scattate a inconsapevoli bambine durante le visite