19 aprile 2021
Aggiornato 04:00
ambiente

Vito: «No alla realizzare un metanodotto tra Trieste-Grado e Villesse»

L'assessore regionale all'Ambiente ed energia: «Il ministro Calenda nella sua ultima comunicazione alla presidente Serracchiani ha reso noto di essere a conoscenza che nel Piano energetico regionale il Fvg intende ribadire la volontà di non autorizzare sul proprio territorio il rigassificatore di Zaule»

TRIESTE - «La posizione della Regione è sempre stata chiara: il nostro era ed è un NO secco al Rigassificatore di Zaule e altrettanto vale per l'ipotesi di realizzare un metanodotto tra Trieste-Grado e Villesse. E' ovvio che le due opere sarebbero funzionalmente interconnesse e dunque senza il rigassificatore non ha senso pensare di costruire un metanodotto». A ribadirlo l'assessore regionale all'Ambiente ed energia, Sara Vito, dopo che il ministero dell'Ambiente, della tutela del territorio e del mare, di concerto con il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, ha emesso un decreto con il quale ha stabilito «la compatibilità ambientale relativamente al progetto del metanodotto Trieste - Grado - Villesse, presentato dalla società Snam rete Gas spa».

No al rigassificatore
«La decisione dei due ministeri sul metanodotto - spiega l'assessore - non inficia il discorso generale. Solo ora infatti, dopo questo provvedimento, il Ministero dello Sviluppo economico potrà convocare la Conferenza dei servizi che rappresenterà il momento conclusivo e risolutivo di questa partita». «In quella conferenza, come più volte annunciato dalla stessa presidente Serracchiani - conferma l'assessore - la Regione ribadirà il proprio NO al Rigassificatore, chiudendo ogni ipotesi su quest'opera che nessuno vuole. E parallelamente facendo venire meno qualsiasi ulteriore ragionamento sul metanodotto».

Progetto sovradimensionato
«Del resto - ricorda Vito - lo stesso ministro Calenda nella sua ultima comunicazione alla presidente Serracchiani, ha reso noto di essere a conoscenza che nel Piano energetico regionale il Friuli Venezia Giulia intende ribadire la volontà di non autorizzare sul proprio territorio il rigassificatore di Zaule, ritenendo tale progetto sovradimensionato per la regione medesima, oltre che in contrasto con lo sviluppo del porto di Trieste. E lo stesso concetto è stato chiarito attraverso incontri e scambi epistolari». «La decisione di impugnare il decreto ministeriale sul metanodotto è già presa e a questo fine già per domani - conclude Vito - è convocato un vertice tecnico presso la direzione dell'Ambiente».