17 dicembre 2017
Aggiornato 05:00
diritto alla mobilità

Ussai: «Nessun contributo per i voucher taxi: a Trieste i mezzi per disabili sono logori»

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle: «Fino a poco tempo fa il mantenimento di queste vetture speciali era garantito da uno specifico finanziamento della Provincia. Da quando queste competenze sono passate alla Regione, anche su questa situazione la giunta Serracchiani non dà certezze»

I mezzi per disabili si stanno logorando (© Radio Taxi Trieste)

TRIESTE - «Da un anno e mezzo le persone con disabilità del Friuli Venezia Giulia non possono più usufruire dei contributi regionali che riguardano il diritto alla mobilità. E nulla si sa sul futuro delle diverse iniziative finalizzate all'accesso ai trasporti». Il consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Andrea Ussai riaccende i fari su una questione che continua a non essere risolta. «In ottemperanza delle norme per l'integrazione dei servizi e degli interventi sociali e sanitari a favore delle persone con disabilità, fino al 2015 - spiega Ussai - la Regione affidava alle Province dei contributi per sostenere i costi per iniziative finalizzate alla sperimentazione di modelli organizzativi innovativi». Fra questi i "voucher taxi" - tra l'altro molto utilizzati a Trieste - che permettevano l'accesso ai mezzi attrezzati per trasportare anche le persone con disabilità che utilizzano la carrozzina. «Oggi, questa materia è di competenza esclusiva della Regione che però non ha più concesso i contributi per il finanziamento dei "voucher taxi", di fatto ostacolando l'inclusione sociale, lavorativa, l'autodeterminazione e l'autonomia di queste persone». «Da un anno - aggiunge il consigliere regionale del M5S - stiamo chiedendo alla giunta Serracchiani di spiegare cosa intenda fare in merito a questi contributi. Purtroppo però dall'esecutivo regionale non è giunta finora alcuna risposta».

Taxi a Trieste
E questi contributi non arrivano neppure ai taxisti. «A Trieste i mezzi per disabili in carrozzina della Radio Taxi Trieste, infatti, si stanno via via logorando. Anche in questo caso, fino a poco tempo fa il mantenimento di queste vetture speciali era garantito da uno specifico finanziamento della Provincia. Da quando però queste competenze sono passate alla Regione, anche su questa situazione la giunta Serracchiani non dà certezze. Non si sa ancora quanto sia stato finanziato né quando usciranno i nuovi bandi». In questo momento operano 24 ore su 24 a Trieste 14 vetture attrezzate per disabili in carrozzina. A definire i prezzi per l'utilizzo è un regolamento comunale e il costo medio per una tratta in città si aggira attorno ai 12/13 euro, mentre i tempi di attesa per l'arrivo del taxi sono mediamente di 5/10 minuti. «Calcolando che statisticamente ogni tassista fa quasi 2 corse al giorno, il numero di utenti disabili che usufruiscono del trasporto risulta essere fra gli 8.000 e i 10.000 all'anno. Si tratta inoltre di un servizio - aggiunge il consigliere pentastellato - particolarmente utile e sfruttato durante le festività pasquali e natalizie».

Nuove auto per i taxisti
Il problema, inoltre, è che il parco macchine della Radio Taxi Trieste, che fino a qualche tempo fa era di 16 vetture sta lentamente diminuendo di anno in anno «a causa del chilometraggio elevato accumulatosi dai taxi più vecchi». Tra quelle acquistate con il sostegno dei contributi della Provincia ci sono infatti 3 vetture con 8 anni di anzianità, 3 con 7 anni, 1 con 6 anni, 2 con 5 anni e le 3 più recenti hanno comunque 3 anni di vita. Per dare continuità a questo servizio nella massima sicurezza e puntualità, «la Regione deve però garantire un graduale ricambio di vetture chiamate a sostituire quelle a fine servizio. È bene sapere inoltre che l'acquisto dell'autovettura rimane in carico al singolo tassista che da solo molto spesso non è in grado di accollarsi l'intero costo che si aggira sui 35.000 euro, tra l'acquisto della macchina e il necessario adeguamento per il trasporto delle carrozzine». I contributi che prima venivano erogati dalla Provincia consentivano ai taxisti di coprire almeno il costo dell'allestimento delle vetture per adeguarle al servizio disabili. «Senza contributi - conclude il portavoce del M5S – queste iniziative, che hanno una valenza sociale molto rilevante, rischiano di naufragare per sempre».