18 ottobre 2017
Aggiornato 00:30
Lunedì dello Schmidl

La storia musicale di Trieste rivive con il racconto della vita di Emilio Russi

A delineare il ritratto del compositore sarà Paolo Bidoli, docente di pianoforte al Conservatorio “Tartini”, affiancato per l’occasione dal pianista Pierpaolo Levi e con la testimonianza di alcune persone che della lezione musicale di Russi hanno potuto personalmente beneficiare

Emilio Russi (© Lunedì dello Schmidl)

TRIESTE - Raccontare la parabola artistica e professionale di Emilio Russi (Trieste 1876-1965) significa idealmente rivivere la storia musicale di Trieste nella prima metà del Novecento. È quanto accadrà lunedì 19 giugno alle 17.30 presso la Sala «Bobi Bazlen» al piano terra di Palazzo Gopcevich, nell’ambito del cartellone dei Lunedì dello Schmidl. A delineare il ritratto di Emilio Russi sarà Paolo Bidoli, docente di pianoforte al Conservatorio «Tartini», affiancato per l’occasione dal pianista Pierpaolo Levi e con la testimonianza di alcune persone che della lezione musicale di Russi hanno potuto personalmente beneficiare. 

La vita del compositore
Iniziati gli studi pianistici a Trieste con Ernesto Luzzatto, Emilio Russi si diploma a Bologna nel 1906 sotto la guida di Filippo Ivaldi. Allievo per la composizione di Gustavo Wieselberger, intraprende una vivace carriera concertistica che lo porta ad esibirsi ripetutamente in prestigiosi cenacoli musicali della sua città natale, quali lo Schillerverein, il Circolo Artistico e la Società Filarmonico Drammatica, tanto in veste solistica quanto nel repertorio cameristico, accanto al Quartetto triestino e al Quartetto Barison, nonché in duo con il violinista Giuseppe Viezzoli.  Cofondatore del Liceo Tartini e docente al Conservatorio Verdi, (fusisi negli anni Trenta nell’attuale Conservatorio «Tartini»), annovera tra i suoi allievi Alessandro Costantinides e Lydia Armani.  La sua carriera compositiva appare strettamente intrecciata con l’attività editorale di Carlo Schmidl, il quale dà alle stampe i Tre pezzi senza numero d’opus (Barcarola, Minuetto, Studio), i Trois morceaux op. 7 (Chanson passionnée. Valse charmante, Humoresque) e le Silhouettes, Douze pièces pour piano op. 8 (Canzonetta, Scherzino, Le feu follet, Nocturne, Menuet, Arlequin, Le petite Sirène, Frisson du printemps, Valse capricieuse, Danse curieuse, Berceuse, Caprice fantastique). A queste raccolte si affiancano quelle edite da Carish e da Ricordi. 

L’ingresso alla manifestazione è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.