19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
politica

Grim: «Il centrodestra usa la Ferriera per conquistare consenso»

La segretaria regionale del PD: «E' da vent’anni che questa città è ostaggio di un rapporto squilibrato con lo stabilimento di Servola. L’unica soluzione rimane mantenere i livelli occupazionali garantendo il rispetto assoluto delle norme e dell’ambiente»

Antonella Grim attacca il centrodestra (© Diario di Trieste)

TRIESTE - «Basta sfruttare la Ferriera come arma politica: è da vent’anni che questa città è ostaggio di un rapporto squilibrato con lo stabilimento di Servola. L’unica soluzione rimane mantenere i livelli occupazionali garantendo il rispetto assoluto delle norme e dell’ambiente: si porti avanti questa strada con serietà». Lo afferma Antonella Grim, consigliere comunale a Trieste e segretaria regionale del partito. Secondo Grim «la Ferriera diventa puntualmente terreno si scontro politico per conquistare consenso. Lo ha fatto il sindaco Dipiazza, che l’anno scosto ha impostato la sua campagna elettorale su false promesse. Ha illuso i triestini dicendo che avrebbe chiuso l’area a caldo in cento giorni e che avrebbe ricollocato i lavoratori in un battibaleno, ma di giorni ne sono passi 365 e ovviamente le sue promesse sono cadute nel vuoto».

Il confronto con il passato
«Né il Pd, né la Regione né la giunta Cosolini hanno mai strumentalizzato la questione – osserva Grim – a differenza di buona parte del centrodestra. Su questo tema bisogna essere seri e il Comune per primo deve ricostruire un confronto costruttivo con la proprietà. Perché se da una parte è indispensabile che vi sia il massimo controllo affinché tutti i parametri vengano rispettati, dall’altra – conclude – non possiamo permetterci di perdere centinaia di posti di lavoro».

L'opinione di Pino
E' della stessa idea anche Adele Pino, segretaria del Pd di Trieste: «Sulla Ferriera noi siamo stati responsabili e non ci siamo limitati a rincorrere un facile consenso. Dipiazza e il centrodestra no. Abbiamo lavorato recuperando risorse per bonificare l’area e trovando il giusto equilibrio tra tutela del lavoro e dell’ambiente, e riteniamo che quell’impegno vada portato avanti, monitorando la situazione con il massimo rigore e senza sconti a nessuno». Sul delicato tema - per Pino -serve serietà, «ed è poi indispensabile che vi sia un clima sereno, sia all’esterno che all’interno dello stabilimento. Il mio auspicio è che, nel totale rispetto delle regole e dei parametri, l’azienda prosegua l’attività favorendo il dialogo con i lavoratori e con la cittadinanza. L’amministrazione Dipiazza ha la responsabilità di aver esasperato il clima, portando a un braccio di ferro e a una contrapposizione con esiti non prevedibili».