19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
clima

Vito: «Entro l'anno sarà individuata la strategia di adattamento del Fvg»

L'assessore regionale all'Ambiente: «In questo modo indicheremo le buone pratiche che tutti i cittadini potranno adottare per dare una risposta positiva ai cambiamenti climatici in atto»

Sara Vito, assessore regionale all'Ambiente (© Diario di Trieste)

TRIESTE - «I cambiamenti climatici - ha affermato l'assessore all'Ambiente del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, in apertura del seminario Cambia il Clima in Fvg svoltosi oggi a Trieste - sono oggi un tema prioritario che attraversa scienza, società e politica e la consapevolezza sociale della questione è molto cresciuta negli ultimi anni. Tuttavia, ogni regione ha specifiche vulnerabilità e subisce diversamente gli impatti dovuti a questi mutamenti epocali».
«Le singole regioni - ha proseguito Vito - devono individuare una propria strategia di adattamento tramite la quale sperimentare buone pratiche e modelli di risposta, oltre a sensibilizzare la popolazione ad adottare comportamenti idonei a contrastare questo complesso fenomeno». Anche il Friuli Venezia Giulia sta operando in questa direzione. Ad inizio anno la Regione ha affidato uno studio all'Agenzia regionale per l'ambiente (Arpa) volto ad aggiornare le conoscenze sulle manifestazioni del fenomeno a scala regionale e ad individuare i settori sociali ed economici sui quali gli impatti previsti nei diversi scenari futuri saranno più rilevanti. Nell'affrontare questo tema così complesso, Arpa si è avvalsa delle migliori competenze presenti in Friuli Venezia Giulia, avviando delle collaborazioni con le Università di Trieste e Udine, gli Istituti di ricerca nazionali ed internazionali (Ictp, Ogs, Cnr-Ismar) e della direzione centrale Ambiente.

Linee progettuali
Nel seminario tecnico-scientifico sul clima è stato fatto un primo punto della situazione con una preliminare analisi dei risultati. Nel corso dell'incontro sono state poi individuate le linee progettuali da realizzare nel 2017. «Questi studi - ha ricordato Vito - servono a capire lo stato del cambiamento climatico in atto nella nostra regione e a comprenderne gli effetti che si potranno avere sull'ambiente, in particolare per quanto riguarda il rischio idrogeologico e la siccità». «Entro fine anno - ha concluso Vito - potremo presentare il primo rapporto sulle conoscenze che ci consentirà di impostare la nostra strategia di adattamento, indicando le buone pratiche che tutti i cittadini potranno adottare per dare una risposta positiva ai cambiamenti climatici in atto».

Fasi dello studio
Il direttore generale di Arpa, Luca Marchesi, ha sottolineato il fatto che la struttura dell'Agenzia per l'ambiente che si occupa di meteo-climatologia, l'Osmer, opera in un contesto di riferimento nazionale molto ampio, con al vertice il neo-costituito Servizio nazionale a rete per la protezione dell'ambiente (Snpa) che assumerà un ruolo strategico anche nella comunicazione dei cambiamenti climatici e nei servizi da offrire alla collettività. Marchesi ha inoltre ricordato i passi successivi dello studio sui cambiamenti climatici oggetto del seminario. È prevista una prima rielaborazione dei dati climatici regionali storici, quindi l'elaborazione delle proiezioni climatiche future, anche sotto forma di mappe tematiche georiferite. Successivamente da tali scenari climatici verranno derivati gli indici più utili per le analisi delle risposte dei sistemi naturali e antropici (ondate di calore, giorni di pioggia intensa, evapotraspirazione, etc). Grazie a questi indici verranno infine valutati gli impatti dei cambiamenti climatici su tre macro-settori: ambiente fisico (risorse idriche e dissesto
idrogeologico), biodiversità-ecosistemi e produzione primaria (viticoltura, pesca marittima e acquacultura).

Il futuro
Il direttore dell'Arpa-Osmer, Stefano Micheletti, ha presentato alcuni grafici che confermano l'aumento della temperatura e la variazione del regime delle piogge in atto in Friuli Venezia Giulia. Micheletti ha osservato, tra l'altro, l'importanza di mantenere delle reti di stazioni di rilevamento efficaci e ben collocate. Se oggi possiamo misurare i cambiamenti climatici nei nostri territori e ricostruire l'andamento termo-pluviometrico del passato, ha evidenziato, lo dobbiamo certamente a quei pionieri che hanno gestito manualmente le prime stazioni termo-pluviometriche meccaniche. Dalle proiezioni climatiche stagionali del Friuli Venezia Giulia per i periodi 2021-50 e 2071-100 rispetto al trentennio 1976-2005, prodotte da Filippo Giorgi dell'Ictp, si evince l'andamento già riscontrato negli ultimi decenni. Gli scenari futuri indicano, infatti, un aumento delle piogge invernali e una diminuzione delle piogge estive, mentre per quanto riguarda le temperature sono previste in aumento le ondate di calore.