17 agosto 2017
Aggiornato 17:00
AMBIENTE

Regione pronta a ridefinire il perimetro del Sito di interesse nazionale di Trieste

L'intento è di rimettere alla competenza della Regione il procedimento amministrativo di bonifica dell'area affacciata sul Canale di Zaule, in zona industriale (si tratta di un'ottantina di ettari)

Sara Vito, assessore regionale all'Ambiente (© Diario di Trieste)

TRIESTE - La Giunta regionale ha dato mandato all'assessore Sara Vito di avviare un tavolo di discussione con il Ministero dell'Ambiente finalizzato a ridefinire il perimetro del Sito di interesse nazionale (Sin) di Trieste nell'intento di rimettere alla competenza della Regione il procedimento amministrativo di bonifica dell'area affacciata sul Canale di Zaule, in zona industriale (si tratta di un'ottantina di ettari). A darne notizia è lo stesso assessore all'Ambiente, Sara Vito, che ricorda come questa iniziativa sia stata individuata nell'ambito di un confronto con AREA Science Park e Autorità di Sistema Portuale del Mare Orientale, come indispensabile per attivare e potenziare insediamenti di industrie ad elevato contenuto tecnologico nell'area retro-portuale. «Con la riperimetrazione infatti - spiega l'assessore - l'iter sarebbe analogo a quello attuale, ma la gestione a livello locale favorirebbe indubbiamente una notevole contrazione dei tempi del procedimento».

L'intervento della Regione
La Giunta ha anche incaricato Sara Vito di promuovere una modifica dei termini dell'Accordo di Programma del 25 maggio 2012 tra Ministero dell'Ambiente ed Ezit, che consenta alla Regione (anche mediante delegazione amministrativa intersoggettiva al costituendo Consorzio di sviluppo economico locale dell'area giuliana) di agire direttamente in via sostitutiva nelle aree non potenzialmente contaminate dal pubblico e di recuperare successivamente le spese sostenute, superando le criticità legate alla stipula di centinaia di convenzioni onerose con proprietari e gestori. Un'attività che sarà effettuata procedendo per lotti ed intervenendo in prima battuta nell'area delle Noghere.

Analisi del rischio
L'assessore Vito ricorda inoltre che sui circa quaranta ettari di lotti industriali nelle Valli delle Noghere e del Rio Ospo del Sin, già di proprietà dell'Ente Zona Industriale di Trieste (Ezit), «la Regione, attraverso la direzione dell'Ambiente, già dall'inizio dell'anno ha attivato una serie di analisi del rischio». «Grazie a questa attività oltre la metà di quei 40 ettari potrebbero uscire dalle procedure di bonifica, in quanto sono risultate non inquinate. Attendiamo che il ministero
dell'Ambiente convochi in proposito la prevista Conferenza dei Servizi e quindi confidiamo che in tempi brevi questa partita possa finalmente chiudersi, restituendo questa importante porzione di territorio alla fruibilità del mondo produttivo. In tale contesto, Confindustria Venezia Giulia rappresenta un interlocutore molto importante
». «Contestualmente - conclude l'assessore - per quanto riguarda l'altra metà dell'area Sin ex Ezit la Regione si occuperà di redigere i progetti di bonifica, per poi procedere alle bonifiche stesse».