19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
Turismo

In Fvg 7mila imprese e 25mila occupati, Marchiori: «Serve un progetto turistico europeo»

Il presidente regionale della Confcommercio: «I dati in crescita su arrivi e presenze sono confortanti, capacità e professionalità degli operatori sono solide garanzie. Ma quella localistica, tanto più se continuerà a emergere una incomprensibile guerra tra campanili, non può essere una visione di prospettiva»

Trieste (© Turismo Fvg)

TRIESTE - Un totale di 7mila imprese, oltre 25mila occupati e un «valore» per il Friuli Venezia Giulia pari a 1,2 miliardi di euro. È la fotografia del turismo regionale scattata a Trieste alla Stazione Marittima, in occasione dell’assemblea di Confcommercio Fvg. Un turismo regionale preoccupato dalla Sharing Economy, ma favorevole a una tassa di soggiorno finalizzata a promozione e investimenti. «Il turismo è un comparto di grande valenza per il territorio – le parole del presidente regionale di Confcommercio Alberto Marchiori –. I dati in crescita su arrivi e presenze sono confortanti, capacità e professionalità degli operatori sono solide garanzie. Ma quella localistica, tanto più se continuerà a emergere una incomprensibile guerra tra campanili, non può essere una visione di prospettiva». Secondo Marchiori, che è anche delegato di Confcommercio International, «si deve lavorare per un progetto turistico europeo che consenta all’Italia di partecipare alla competizione globale con il suo patrimonio turistico-culturale. Regioni e Comuni non sono più in grado di giocare una partita in solitaria, è necessario puntare tutti assieme a una gestione sincronizzata con il Paese e con la Ue». 

I dati
A presentare il punto di vista delle imprese del settore è stato Pierluigi Ascani, direttore scientifico di Format Research, la società che ha curato l’approfondimento di Confcommercio. In Friuli Venezia Giulia esistono 6.996 imprese del turismo (di cui 689 alberghi e 6.307 attività dei servizi di ristorazione), pari all’8% dell’intero tessuto imprenditoriale della regione. Gli occupati del settore sono 25.305, mentre il saldo tra imprese nate e cessate (-253) evidenzia un tasso di rallentamento più basso a confronto con la media macro-regionale. Il terziario gioca un ruolo chiave nell’economia Fvg. In questo contesto appare fondamentale il supporto del turismo (pesa l’8% del totale delle imprese, il 7% degli occupati, il 6% del valore aggiunto), comparto che «vale» 1,2 miliardi, dato ancora lontano dai livelli pre-crisi ma in netto recupero. A livello regionale, rispetto al 2015, si registra un +6,5% di arrivi (numero di clienti ospitati nelle strutture ricettive) e un +4,8% di presenze (numero dei pernottamenti). Il dato è accentuato nei Bed&Breakfast e grazie al contributo della clientela straniera. 

La Sharing Economy 
Su 100 abitazioni nei quattro capoluoghi di provincia del Fvg, 10 possono essere prenotate per locazione direttamente sulla piattaforma Airbnb. In questo contesto, il 42% delle imprese del commercio al dettaglio e del turismo in regione considera la Sharing Economy un pericolo in termini di concorrenza sleale. Una quota di strutture ricettive (1 su 4) dichiara tra l’altro di aver ravvisato un decremento dei ricavi nel corso degli ultimi sei mesi, riconducibile proprio alla Sharing Economy. In linea generale, oltre la metà delle strutture ricettive della regione ritiene che l’amministrazione locale dovrebbe adoperarsi in qualche modo per regolamentare il fenomeno. 

L’introduzione della tassa di soggiorno 
Questo tema divide il consenso, ma diminuisce comunque la quota dei contrari rispetto a quanto rilevato a ottobre (oggi è pari al 52,6%, contro il precedente 61,2%, circa 8 punti in meno). Più nel dettaglio, il 35% delle strutture ricettive Fvg ritiene che l’introduzione della tassa di soggiorno non inciderà sull’andamento dei ricavi. Allo stesso tempo, quasi il 39% teme ripercussioni negative, ma a ottobre la quota era molto più elevata (50,8%). Il calo, concorda il presidente Marchiori, è motivato dalla speranza che gli introiti vengano destinati alla promozione del territorio (è così per il 34% degli operatori) e alla riqualificazione delle attrazioni turistiche (è così per quasi 6 strutture ricettive su 10). 

Eventi sul territorio 
La presenza di eventi sul territorio comporta benefici per circa 3 imprese su 10 in termini di incremento di clientela e di ricavi. Al di là di una consistente quota di operatori che non ravvisa alcune incidenza, esiste un segmento di imprese che evidenzia del malcontento. Tra queste, circa il 40% lamenta prevalentemente problematiche di natura logistica e di viabilità. Le imprese del Fvg indicano, su tutti, due interventi di azione prioritaria da parte della Pa a sostegno del turismo: organizzazione di eventi che valorizzino realmente il territorio (è così per quasi il 70% delle imprese); potenziamento delle infrastrutture e dei trasporti interregionali (per il 68% delle imprese). In linea generale, le imprese della filiera del turismo individuano nell’elevata pressione fiscale e nel peso della burocrazia i principali fattori di ostacolo allo sviluppo della propria attività. Sono queste le due aree che, se migliorate, potrebbero dare ulteriore impulso all’economia del territorio. 

Fiducia e congiuntura 
Le imprese del turismo Fvg evidenziano un livello di fiducia circa l’andamento della propria attività superiore a quello registrato dalla totalità delle imprese del terziario. La dinamica del recupero in fatto di ricavi appare peraltro debole, mentre si prevede un lieve miglioramento della situazione relativa all’occupazione. In leggerissima flessione poi la quota di imprese che fanno domanda di credito (28,5%). Di queste, circa il 69% ottiene una risposta positiva (il 47,5% interamente la cifra desiderata, il 21,7% un ammontare inferiore). L’andamento dell’offerta di credito (area di stabilità) si conferma sostanzialmente in linea nel confronto tra imprese del terziario «tutte» e imprese del turismo.