22 ottobre 2020
Aggiornato 17:30
sanità

Serracchiani: «I ricercatori rischiano di non avere un futuro»

La presidente della Regione in visita al Burlo: «Con la precarietà in sanità non si va avanti: desidero che si possa individuare una strada per dare una risposta a questi ricercatori che oggi si trovano senza un contratto a tempo indeterminato»

TRIESTE - A distanza di due anni dall'inizio del mandato della nuova dirigenza «la gran parte degli obiettivi che ci eravamo dati sono stati raggiunti. È stato fatto un prezioso lavoro di squadra, dal direttore generale a tutto il personale. Al dg avevamo affidato la missione di aiutarci a ridare al Burlo un ruolo centrale all'interno del panorama nazionale e internazionale. Posso affermare che questa importante missione è stata compiuta». Lo ha detto oggi a Trieste la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che presso l'Irccs Burlo Garofolo ha incontrato il direttore genarle Gianluigi Scannapieco, il direttore sanitario Adele Maggiore, il direttore scientifico Fabio Barbone e il direttore amministrativo Stefano Dorbolò, per poi ribadire gli stessi concetti di fronte a tutto il personale riunito in aula magna. Serracchiani, che ha anche compiuto una breve visita ad alcuni reparti dell'ospedale, dopo aver ascoltato una puntuale relazione sull'attività svolta da parte di Scannapeico e Barbone, ha evidenziato che «in questi due anni si è assistito ad un cambio di passo notevole», sottolineando come «nella logica con la quale abbiamo scritto la riforma della sanità il ruolo dell'istituto è di assoluto protagonismo" e parlando di "una sfida che in questo senso è stata vinta».

Tra successi e precarietà
Per Serracchiani «il Burlo ha saputo superare alcune criticità, valorizzare i suoi punti di forza, ridiventare punto di riferimento nell'area materno-infantile per le altre aziende sanitarie regionali. Ha recuperato un'importante spazio nazionale ma anche una collocazione internazionale sia a livello assistenziale sia per quanto riguarda la ricerca. Anche
l'opinione pubblica se ne è accorta
». «Non posso che ringraziarvi di questo lavoro prezioso e di successo», ha affermato rivolgendosi al personale con il quale la presidente ha anche affrontato il tema delle stabilizzazioni dei ricercatori, dichiarando che «con la precarietà in sanità non si va avanti». «Credo - ha indicato in proposito - che questo sia uno dei settori maggiormente precarizzati. Ciò è dovuto a scelte del passato in tema di blocco del turn over e di pochi concorsi per limitare il costo del personale, cosa non utile e non opportuna». «Non a caso abbiamo fatto sul personale un importante investimento - ha ricordato Serracchiani - con 800 tra assunzioni e stabilizzazioni. Non basta. Desidero che si possa individuare una strada per dare una risposta a questi ricercatori che oggi si trovano senza un contratto a tempo indeterminato e con il rischio di non avere un futuro. Mi auguro che il Governo e il Parlamento se ne facciano carico», ha concluso, annunciando di voler portare questo tema all'attenzione, già domani a Roma, della Conferenza delle Regioni, alla quale parteciperà anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.