19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
Ambiente

Polveri in Ferriera, la Regione diffida le acciaierie Arvedi

L'atto, che ha effetto immediato, fa seguito al report inviato nei giorni scorsi dall'Arpa alla Regione Friuli Venezia Giulia sugli esiti del monitoraggio dei parametri di stato e pressione per la qualità dell'aria a Servola.

La Ferriera di Servola (© Diario di Trieste)

TRIESTE - La Regione, attraverso un atto a firma del direttore centrale dell'Ambiente, ha diffidato, con effetto immediato, le acciaierie Arvedi a ridurre la produzione affinché le polveri rientrino nei valori obiettivo previsti dal decreto di autorizzazione integrata ambientale (Aia) del 2016. L'atto fa seguito al report inviato nei giorni scorsi dall'Arpa alla Regione sugli esiti del monitoraggio dei parametri di stato e pressione per la qualità dell'aria a Servola. Dall'analisi emergerebbe infatti che il valore di polverosità rilevato a maggio nella stazione di via Ponticello sarebbe pari a 336 mg/mq/g; questo dato farebbe scattare la procedura di riduzione della marcia dell'impianto, in quanto il valore obiettivo di polverosità su base mensile in quella postazione risulterebbe pari al 134 per cento del tetto prefissato.

Le richieste
Nella diffida la Regione chiede alle acciaierie di adottare le misure previste dal decreto Aia del 2016 al fine del rispetto del valore obiettivo. Le iniziative da intraprendere consistono nel contenimento delle colate mensili in un numero massimo di 290, la limitazione della marcia dell'altoforno entro le 34 mila tonnellate nell'arco dei 30 giorni e la limitazione della produzione di coke a quelle strettamente funzionali alla produzione di ghisa. La società Acciaieria Arvedi S.p.A. deve comunicare alla Direzione Centrale ambiente ed energia della Regione, al Comune di Trieste, ad Arpa Fvg, all'asui-Ts ed al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco entro cinque giorni dalla data del provvedimento, la limitazione della marcia degli impianti di cokeria ed altoforno. La riduzione dell'attività avrà effetto fino a quanto la Regione avrà formalmente accertato il rispetto del valore obiettivo imposto dal decreto Aia del 2016. Ciò avverrà attraverso l'analisi dei parametri rilevati in autocontrollo dall'Azienda e quelli registrati da Arpa nel processo di validazione.