19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
la mostra

Daverio racconta l'opera di Trovato: «Arte che fa risuonare l'anima»

Prosegue con successo di pubblico e critica nella sala Attilio Selva di palazzo Gopcevich, in via Rossini 4 a Trieste, la mostra “Cristalli silenti” del pittore-architetto Carmelo Nino Trovato. Le opere sono visibili in orario 10-18, tutti i giorni dal martedì alla domenica fino al 16 luglio con ingresso libero

Un momento dell'inaugurazione della mostra “Cristalli silenti” del pittore-architetto Carmelo Nino Trovato (© Comune di Trieste)

TRIESTE  - Prosegue con successo di pubblico e critica nella sala Attilio Selva di palazzo Gopcevich, in via Rossini 4 a Trieste, la mostra «Cristalli silenti» del pittore-architetto Carmelo Nino Trovato. Realizzata in coorganizzazione tra il Comune di Trieste e il Rotary Club Trieste Nord, la mostra è visitabile, con orario 10-18, tutti i giorni dal martedì alla domenica (chiuso lunedì), fino al 16 luglio con ingresso libero. La rassegna espositiva propone anche di un bel catalogo di Hammerle editori per il Comune di Trieste che con oltre 80 pagine a colori e con un testo inedito di Phlilippe Daverio ripercorre ed evidenzia il percorso creativo e l'opera di Trovato. «Non penso che l'arte sia solo disegnare, sarebbe un errore gravissimo -ha ricordato Daverio intervenendo all'inaugurazione della mostra - L'arte è ingenerare un'emozione suscettibile di contaminare e far risuonare un pezzettino della nostra anima. Nel mare infinito degli inutili questo è quello che Trovato fa con questi piccoli frammenti»

La carriera
In esposizione al Gopcevich si possono ammirare una sessantina di olii ed acrilici, su tela e su legno, appartenenti al ciclo delle «Acque sognanti», già esposti in importanti sedi sia in Italia che all’estero, quelli dedicati a «Le porte regali», ispirate dall’omonimo libro di Pavel A. Florenskij e gli ultimi lavori dedicati ai «Cristalli silenti». Florenskij (1882 – 1937), grande matematico, mistico e filosofo russo, intendeva esaltare la funzione spirituale dell’arte, in particolar modo della pittura, che è chiamata a «portare» il Cielo sulla Terra, cioè a tradurre in forme sensibili il sovrasensibile. Padre siciliano, madre slovena, nato a Jamiano, nel Carso goriziano, nel 1954, Carmelo Nino Trovato è un pittore architetto che vive e lavora a Trieste. Fin da giovanissimo, nel campo artistico è stato l’allievo prediletto di un anziano discepolo di Carlo Wostry, Alfredo Surian, scomparso nel 1975. Trovato ha al suo attivo la partecipazione a numerose rassegne nazionali ed internazionali, ed ha allestito mostre personali in Italia ed all’estero. Sue opere sono presenti in 13 musei ed in collezioni pubbliche e private, in Italia ed in Australia, Austria, Belgio, Canada, Colombia, Cuba, Francia, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Messico, Norvegia, Spagna, Stati Uniti d'America, Svizzera, Venezuela. L’opera di Trovato ha suscitato in questi anni l’interesse di alcuni dei principali esponenti del mondo culturale. Oltre ovviamente a Philippe Daverio, solo per citarne alcuni, Massimo Cacciari, Vito Mancuso, Guido Perocco, Paolo Portoghesi, Paolo Rizzi, Aligi Sassu, Marcello Venturoli e, a Trieste, Pino Roveredo e Veit Heinichen.