26 luglio 2017
Aggiornato 22:30
cultura

Grande Guerra, il martirio del popolo serbo raccontato in una mostra

Presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Paride Cargnelutti la mostra "La Serbia e i Serbi nel periodo storico tra il 1914 e il 1918", nata da un'iniziativa congiunta con l'Archivio di Belgrado e la Comunità religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste

Presentata la mostra "La Serbia e i Serbi nel periodo storico tra il 1914 e il 1918" (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Presentata dal vicepresidente del Consiglio regionale del FVG Paride Cargnelutti la mostra "La Serbia e i Serbi nel periodo storico tra il 1914 e il 1918", nata da un'iniziativa congiunta con l'Archivio di Belgrado e la Comunità religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, con la quale il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia vuole rendere omaggio, nel centenario di quegli avvenimenti, a una componente importante del tessuto cittadino di Trieste e dell'intera regione. Cargnelutti, assieme al vicepresidente Igor Gabrovec e ai consiglieri Emiliano Edera e Giulio Lauri, ha richiamato la drammaticità del momento storico rappresentato dalla proclamazione della guerra contro la Serbia da parte dell'Impero austro-ungarico il 28 luglio 1914, che la fece diventare il primo Stato militarmente attaccato nella Prima guerra mondiale e il luogo dove furono commessi i primi terribili crimini contro la popolazione civile.

Obiettivo
Nella mostra, curata dall'Archivio della Serbia, uno dei documenti esposti è proprio il telegramma della proclamazione della guerra da parte dell'Austria Ungheria. Il telegramma originale è iscritto nella Lista dell'Unesco "Memorie del mondo». «Con questa la mostra - ha sottolineato Cargnelutti - si vuole presentare al pubblico l'immagine del martirio del popolo serbo nella Prima guerra mondiale, contribuendo in questo modo alla
comprensione più completa del grande calvario della civiltà che afflisse l'umanità negli anni 1914-1918»
. Il fatto che l'inaugurazione, giovedì prossimo sia stata preceduta da due conferenze stampa, a Belgrado e a Trieste alla presenza delle più alte cariche istituzionali, «costituisce la prova dell'importanza che riveste questo straordinario evento». «Sono diverse - ha quindi sottolineato il direttore dell'Archivio della Serbia Miroslav Perisic - le ragioni dell'allestimento della mostra a Trieste, da quelle storiche ai rapporti di collaborazione con la città capoluogo del FVG». «Scegliere tra il mezzo milione di documenti non è stato facile - ha aggiunto - ma quelli esposti sono la migliore testimonianza non solo del martirio di un popolo, ma anche di episodi di umanità che non hanno eguali, come quello che vide medici volontari e medici militari serbi che, oltre ai militari e civili serbi feriti e malati, curavano pure i prigionieri austro-ungarici colpiti dal tifo».

Il materiale esposto
I documenti e le fotografie raccontano tutti gli eventi più importanti: la proclamazione della guerra, il bombardamento di Belgrado, i crimini austro-ungarici contro la popolazione civile serba subiti dopo l'inizio della guerra, le grandi vittorie serbe nelle prime battaglie sulla montagna Cer e di Kolubara nel 1914, l'occupazione austroungarica e bulgara 1915-1918, il ritiro dell'esercito serbo insieme a bambini, donne, re e Comando supremo attraverso l'Albania verso Corfù nel 1915 e la fame, le sofferenze e la morte che lo caratterizzarono, l'attacco della Bulgaria e i crimini del suo esercito contro la popolazione rimanente, il destino di civili e bambini portati nei lager austroungarici, i rapporti della Serbia con gli alleati e la loro azione militare congiunta, lo sfondamento del fronte di Salonicco e il ritorno vittorioso dell'esercito serbo in patria con la sua liberazione definitiva. Alcune sezioni sono dedicate ai rapporti italo-serbi, ovvero alla solidarietà dell'Italia con la Serbia e con il suo esercito nella Prima guerra mondiale e al destino dei serbi e della loro comunità a Trieste nel periodo bellico.

La Comunità religiosa Serbo-Ortodossa
«Un valore aggiunto dell'iniziativa a mostra - ha concluso Cargnelutti - è rappresentato dai documenti e dalle fotografie che testimoniano i destini dei singoli, delle famiglie, la vita sotto l'occupazione e tutte le atrocità che facevano parte della triste quotidianità della guerra». L'importanza della Comunità religiosa Serbo-Ortodossa a Trieste è stata quindi messa in evidenza dal suo presidente Zlatimir Sleakovic, una comunità che nel 2016 ha festeggiato i 260 anni della sua presenza ufficiale in città: oggi sentiamo forte l'impegno a mantenere il ruolo che abbiamo avuto finora, a continuare a contribuire allo sviluppo di Trieste e a essere un punto di collegamento tra due Paesi amici. I documenti esposti provengono dall'Archivio di Belgrado e da quello della Comunità religiosa Serbo-Ortodossa di Trieste, che ha anche edito il catalogo; autori della mostra sono Miroslav Perisic e Jelica Reljic.