13 agosto 2020
Aggiornato 21:00
ambiente

Porto Trieste: Vito, la Regione vigilerà sul nuovo piano di armamento

Secondo l'amministrazione regionale, il progetto può non essere assoggettato alla Via purché prima dell'avvio del cantiere e durante la realizzazione dei lavori vengano rispettate precise prescrizioni per la tutela dell'ambiente. Imposte dunque chiare regole all'intervento di manutenzione straordinaria e di ristrutturazione
Porto Trieste: Vito, la Regione vigilerà sul nuovo piano di armamento
Porto Trieste: Vito, la Regione vigilerà sul nuovo piano di armamento ANSA

TRIESTE - La Regione ha espresso il proprio parere al ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare nell'ambito del procedimento nazionale di verifica di assoggettabilità della valutazione di impatto ambientale per la realizzazione del nuovo layout del piano di armamento nel Porto di Trieste. Secondo l'amministrazione regionale, il progetto può non essere assoggettato alla Via purché prima dell'avvio del cantiere e durante la realizzazione dei lavori vengano rispettate precise prescrizioni per la tutela dell'ambiente. La decisione è stata approvata dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore all'Ambiente, Sara Vito, dopo i pareri positivi espressi dai servizi Difesa del suolo, Energia, Trasporto pubblico regionale e locale, Paesaggio e biodiversità e dall'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.

 

La Regione impone quindi chiare regole all'esteso intervento di manutenzione straordinaria e ristrutturazione che l'Autorità portuale prevede di realizzare per potenziare la movimentazione a servizio dei moli V, VI e VII e migliorare le condizioni di interconnessione con le strutture ferroviarie.
Vito ha chiarito che l'amministrazione regionale «vigilerà sul rispetto delle prescrizioni imposte al cantiere, che potrà però concretizzarsi in tempi decisamente più contenuti. Il Porto di Trieste è un'infrastruttura fondamentale e questo atto permetterà di favorirne il potenziamento nel pieno rispetto dell'ambiente senza che sia necessaria una nuova Via».

In particolare, nella fase precedente alla progettazione esecutiva dovrà essere assicurata l'invarianza idraulica per le eventuali aree di nuova impermeabilizzazione. Al fine di compensare la minore capacità della zona di drenare la pioggia dovranno quindi essere predisposti sistemi per la raccolta, la depurazione e il riuso delle acque.

Prima della progettazione esecutiva dovranno essere adottate misure per la riduzione delle emissioni nell'atmosfera, tra le quali, l'adozione di sistemi di gestione ambientale certificati da parte dell'Autorità portuale, la promozione del ricorso a combustibili di nuova generazione, lo sfruttamento delle energie rinnovabili e la predisposizione all'elettrificazione delle banchine e contenimento delle emissioni della mobilità interna con mezzi a basso impatto. Inoltre, l'Autorità portuale dovrà verificare la fattibilità, dal punto di vista tecnico-economico, dell'elettrificazione parziale del binario del varco fino allo scambio con il tronchino di indipendenza e la possibilità di movimentazione delle tradotte con la stessa locomotiva del treno.

Precedentemente alla cantierizzazione, l'Autorità portuale dovrà concordare con Arpa Fvg un piano di monitoraggio coordinato e integrato con le attività in via di definizione in materia per il Piano regolatore portuale. Il documento, che terrà conto della componente acustica, della qualità dell'aria e degli scarichi idrici derivanti dal trattamento delle acque meteoriche, dovrà prevedere un protocollo attuativo da porre in atto qualora si verificassero impatti ambientali non preventivati. L'Autorità portuale sarà tenuta quindi a concordare con Arpa Fvg un piano di abbattimento del rumore e dovrà verificare la possibilità di riutilizzare in loco il materiale scavato e, nel caso questo fosse impossibile, conferirlo a un centro di recupero.

Durante l'allestimento del cantiere e lo svolgimento dei lavori dovranno essere adottati accorgimenti per evitare eccessive emissioni come l'allestimento di barriere mobili antipolvere, la nebulizzazione d'acqua sulle aree di passaggio, di scavo e di sbancamento ma anche l'utilizzo di mezzi pesanti telonati per il trasporto di terre/inerti, il lavaggio periodico della viabilità esterna al cantiere e dei mezzi e il contenimento della velocità di transito a 20 chilometri orari.