1 giugno 2020
Aggiornato 01:00
sanità

Precariato nella ricerca, Telesca: «Pressione sul Governo per superare le criticità»

L'assessore regionale alla Salute: «Avviare una ricognizione dettagliata che permetta di definire con chiarezza quanti siano e quali incarichi ricoprano i precari nell'ambito della ricerca in Fvg, in modo da stilare una proposta di dotazione organica stabile per il mantenimento delle attività di ricerca»
L'assessore regionale alla Salute, Mara Sandra Telesca
L'assessore regionale alla Salute, Mara Sandra Telesca Diario di Trieste

TRIESTE - Avviare una ricognizione dettagliata che permetta di definire con chiarezza quanti siano e quali incarichi ricoprano i precari nell'ambito della ricerca in Friuli Venezia Giulia, in modo da stilare una proposta di dotazione organica stabile per il mantenimento delle attività di ricerca. Approfondire la possibilità di ricorrere all'articolo 15 octies del decreto legislativo 502/1992 per consentire la stabilizzazione dei ricercatori e proseguire l'attività di pressione avviata nei confronti del Governo al fine di superare le criticità del comparto e dare garanzie ai lavoratori. Sono queste le proposte avanzate dell'assessore alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Maria Sandra Telesca, alle rappresentanze sindacali per risolvere il problema del precariato nell'ambito della ricerca scientifica, in particolare per l'Irccs Burlo Garofolo di Trieste, il Centro di riferimento oncologico di Aviano e l'Istituto zooprofilattico delle Tre Venezie, che coinvolge complessivamente circa 300 persone.

Contratti di lavoro
Evidenziando come nell'ambito della ricerca si ponga un problema immediato per la prosecuzione delle attività, dato che la normativa non consente più il ricorso a contratti di tipo co.co.co e co.co.pro, Telesca ha ribadito la necessità di «consentire alle persone il cui rapporto di lavoro è in scadenza di proseguire nel proprio incarico. Per poter definire una proposta di dotazione organica abbiamo la necessità di conoscere la situazione dei ricercatori e quanti posseggano i requisiti per la stabilizzazione o l'accesso procedure concorsuali, anche alla luce delle modifiche normative introdotte dal decreto Madia». L'assessore ha quindi spiegato che contemporaneamente è necessario «individuare strumenti giuridici per dare risposte nel minor tempo possibile. Interloquiremo quindi con il ministero della Salute per approfondire la possibilità di accedere ai contratti previsti dall'articolo 15 octies».

La posizione della Regione
Infine, poichè la ricerca scientifica è un ambito di competenza strettamente statale, Telesca ha ribadito che la Regione «proseguirà l'azione di pressing avviata nei confronti del Governo dalla presidente Serracchiani attraverso l'interlocuzione con i ministri Madia e Lorenzin. Porteremo questi temi sul tavolo nazionale, spingendo per individuare una soluzione che superi gli ostacoli giuridici che vanno oltre la sfera d'azione dell'amministrazione regionale». Una posizione, quella della Regione, accolta positivamente dai sindacati partecipanti all'incontro, tra cui Cgil, Uil, Cimo e Anaao, che hanno sottolineato la necessità di interventi rapidi e ad ampio spettro, data la presenza di posizioni di lavoro e contratti molto diversi tra loro nell'ambito della ricerca, in particolare per il comparto sanitario.