18 agosto 2019
Aggiornato 06:30
il caso

Serracchiani: «Accelerare con i respingimenti di chi non ha diritto alla protezione internazionale»

Lo chiede in una lettera inviata oggi al ministro degli Interni, Marco Minniti, la presidente del Friuli Venezia Giulia, alla notizia che tre cittadini stranieri, profughi ospiti in strutture cittadine, sono stati arrestati a Trieste con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una minorenne
La presidente della Regione, Debora Serracchiani
La presidente della Regione, Debora Serracchiani Diario di Trieste

TRIESTE - «Accelerare tutti i provvedimenti atti a discernere e respingere chi non ha diritto alla protezione internazionale, mantenendo al contempo sotto stretto controllo gruppi e individui soggiornanti». Lo chiede in una lettera inviata oggi al ministro degli Interni, Marco Minniti, la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, alla notizia che tre cittadini stranieri, profughi ospiti in strutture cittadine, sono stati arrestati a Trieste con l'accusa di violenza sessuale nei confronti di una minorenne. Parlando di «un atto di brutale violenza», nella missiva la presidente ricorda di aver «già ritenuto di intervenire più volte, sia seguendo le vie istituzionali sia attraverso i mezzi d'informazione, per segnalare la pressione cui è sottoposta la comunità del Friuli Venezia Giulia, in ragione della presenza sul territorio di migliaia di individui, in larghissima maggioranza giovani maschi e per lo più portatori di usi e costumi tradizionali che potenzialmente confliggono con la cultura di un territorio moderno e tollerante».

Respingere
Per Serracchiani «questo è un problema la cui soluzione non può essere relegata a un futuro indefinito e che richiede la messa in atto contemporanea e contestuale di strumenti di prevenzione e di repressione, oltre alla predisposizione urgente di un piano di integrazione socioculturale». L'appello accorato al Ministro dell'Interno, «cui riconosco - dice - di aver affrontato con energia il fenomeno delle migrazioni e di aver lavorato per porvi un argine» nasce dunque da «l'orrore che suscita la violenza avvenuta a Trieste, che si aggiunge ad altri atti di diversa criminalità commessi da analoghi soggetti». Da qui la sollecitazione a «compiere uno sforzo ulteriore, ad accelerare tutti i provvedimenti atti a discernere e respingere chi non ha diritto alla protezione internazionale, mantenendo al contempo sotto stretto controllo gruppi e individui soggiornanti».

Agire con strumenti mirati
«Come ho avuto modo di dire, suscitando polemiche di cui ancora adesso non mi capacito, simili atti di violenza mettono gravemente in crisi l'attitudine all'accoglienza delle nostre comunità, nelle quali si insinua un legittimo timore e da cui sorge un sempre più impellente bisogno di sicurezza e rassicurazione», aggiunge la presidente, sottolineando che «non si può e non è giusto mettere troppo a lungo alla prova la pazienza dei nostri cittadini». Nel dirsi sicura che è «di immediata evidenza la necessità di agire, con gli strumenti legislativi che sono stati recentemente approvati e, se occorresse, apprestandone altri ancora più mirati», la presidente conclude proponendo che questi temi siano al centro anche della visita del ministro Minniti in Friuli Venezia Giulia, già programmata il prossimo settembre. Riferendosi all'accaduto, infine, Serracchiani non manca di rivolgere un particolare pensiero alla giovanissima vittima della violenza, «che ha patito un oltraggio supremo e che mi auguro potrà superare questo trauma" e che "rimane però come monito per noi tutti, perché sta alle Istituzioni difendere chi come lei è indifeso».