19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
sicurezza

Stupro della 12enne, il prefetto: «Aumentare l'attività delle forze di polizia»

Al termine di una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in parte dedicato all'episodio di violenza sessuale subita dalla 12enne a Trieste, Porzio ha parlato di «un controllo ancora più serrato e pressante» da parte delle forze dell’ordine. Il Sap: «Niente di nuovo, parole già sentite»

Polizia di Stato (© Diario di Trieste)

TRIESTE - «Aumentare l'attività delle forze di polizia: purtroppo non accrescendo il numero degli agenti, visto che gli organici sono fissi, ma modificando l'approccio». E’ questa, per il prefetto Annapaola Porziol’unica risposta efficace alle preoccupazioni dei cittadini sempre più bisognosi di sicurezza. Al termine di una riunione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in parte dedicato all'episodio di violenza sessuale subita dalla 12enne a Trieste, Porzio ha parlato di «un controllo ancora più serrato e pressante» da parte delle forze dell’ordine, immaginando «ulteriori misure da mettere a punto in futuro per andare oltre le classiche modalità di intervento».

Sap
Nessuna novità, solo operazioni spot. E’ questa la replica amara del Sindacato autonomo di Polizia alle parole di Porzio. «Il Prefetto riferendosi all’aumento dell’attività delle forze di polizia di fatto certifica quanto il SAP sta sostenendo da anni, l’organico è insufficiente alla sicurezza richiesta ed ha anche un’età media troppo elevata – spiega Lorenzo Tamaro, segretario provinciale Sap - L’organico della Polizia di Stato è passato da 117 mila dell’89 ai 98 mila di oggi  (20% in meno) e l’età media dei poliziotti è di 49-52 anni. Numeri che con le sfide di oggi come immigrazione, terrorismo, criminalità comune ed organizzata la dicono lunga sulla crisi che sta affrontando l’apparato sicurezza e che il SAP da tempo denuncia»

A Trieste
«Assisteremo quindi probabilmente nei prossimi giorni a Trieste, che dal 2007 ha perso circa 250 uomini, ad un utilizzo di reparti provenienti da atre province e il ricorso al lavoro straordinario dei «territoriali» per poter garantire «presenza» utile solo ai mezzi di informazione: di sicuro non verranno risolti i problemi che si annidano nella nostra città. Ancora una volta si chiede un lavoro straordinario a personale vecchio e sottopagato» aggiunge. Poi la conclusione: «Sarebbe ora che il Prefetto, in qualità di rappresentante territoriale di Governo, si rivolgesse a Roma per rappresentare l’impossibilità di continuare in questo modo sul fronte sicurezza e rappresentando anche il forte malcontento che serpeggia tra gli operatori della Polizia di Stato alla quale si sta chiedendo da tempo, sempre di più dando loro sempre di meno».