17 dicembre 2017
Aggiornato 05:00
minoranze

Serracchiani: «La comunità slovena si sforzi di superare dualismi e divergenze»

È il giudizio della presidente del Friuli Venezia Giulia al termine degli incontri a Trieste con gli esponenti delle due maggiori organizzazioni slovene della regione, prima con il Svet slovenskih organizacij (Sso) e poi con la Slovensko kulturno gospodarska zveza (Skgz)

Debora Serracchiani con gli esponenti delle due maggiori organizzazioni slovene della regione (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - La comunità slovena in Italia si sforzi di superare dualismi e divergenze, sia nel proprio interesse sia per una più fluida interlocuzione con tutti i soggetti istituzionali. È il giudizio della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, al termine degli incontri  a Trieste con gli esponenti delle due maggiori organizzazioni slovene della regione. Prima con il Svet slovenskih organizacij (Sso) e poi con la Slovensko kulturno gospodarska zveza (Skgz), Serracchiani ha discusso di alcuni aspetti di stretta attualità che riguardano in particolare il sistema di riparto delle risorse finanziarie, una questione che vede Regione e associazionismo sloveno condividere la necessità di guardare alla qualità dell'offerta ma che, tuttavia, genera punti di vista diversi all'interno della minoranza etnica.

Collaborare nella musica
È il caso, in particolare, del finanziamento agli istituti di musica, con l'Amministrazione regionale che nel 2015 ha concesso uno stanziamento straordinario per il salvataggio della Emil Komel di Gorizia, legando il contributo all'impegno della scuola di sviluppare delle strategie di collaborazione con la Glasbena matica al fine di evitare un inutile sdoppiamento dell'offerta didattica musicale. Il passo di avvicinamento, tuttavia, non è stato ancora compiuto ed è, a detta del presidente di Sso, Walter Bandelj, motivato dalla necessità di conservare l'identità culturale e territoriale della scuola Emil Komel. A questo proposito Serracchiani ha richiamato al rispetto degli accordi proponendo alle organizzazioni slovene diversi scenari a garanzia sia della qualità didattica che del razionale uso delle risorse ma anche a tutela delle attuali autonomie. La presidente Fvg ha rilevato soprattutto l'importanza che le scuole di musica possano offrire ai propri allievi la possibilità di ottenere un titolo di studio riconosciuto a livello ministeriale. In tale ottica è dunque fondamentale che gli istituti sloveni collaborino al fine di ottenere un livello di qualità sufficientemente alto per l'ottenimento degli accrediti.

La Commissione
Si tratta di aspetti che per il presidente di Skgz, Rudi Pavsic, potrebbero essere discussi all'interno della Commissione consultiva istituita con la legge regionale per la tutela della minoranza linguistica slovena. Un organismo a cui, secondo Pavsic, andrebbe data più forza decisionale. Tuttavia, dalla Commissione si sono recentemente dimessi i consiglieri che fanno riferimento all'area cattolico-liberale della comunità, legando la propria decisione alla vicenda della scuola Komel. Serracchiani ha quindi concluso i due incontri esprimendo il proprio rammarico per il fatto che la comunità slovena abbia difficoltà a individuare al proprio interno le priorità a cui lavorare. La presidente ha quindi annunciato la volontà di esaminare con l'assessore Gianni Torrenti gli aspetti legati al funzionamento della Commissione consultiva, invitando altresì gli esponenti della Sso (accompagnati oggi dal vicepresidente del Consiglio regional,e Igor Gabrovec) a ritirare le proprie dimissioni.