19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
Intervento del Cnsas

Due amici triestini muoiono su una ferrata della Val Rosandra

Roberto Nardini, classe 1933, e Giorgio Peressoni, classe 1939 sono però morti l'uno cercando di aiutare l'altro in parete, probabilmente in seguito a un malore l'uno, e allo sforzo di aiutare l'amico, l'altro. Il recupero in notturna non è stato semplice

Due amici triestini muoiono su una ferrata della Val Rosandra (© Cai XXX Ottobre)

TRIESTE - Hanno lavorato tutta la notte i tecnici del Soccorso Alpino di Trieste per recuperare i corpi dei due anziani amici triestini morti giovedì in Val Rosandra sulla ferrata Rose d'Inverno. L'allarme era stato dato dalla moglie di uno dei due uomini, che ha contattato la Polizia di Stato, che a sua volta ha coinvolto il Cnsas di Trieste. I tecnici sono usciti attorno alle 21 e dopo circa un quarto d'ora, risalendo la ferrata, li hanno trovati, entrambi appesi al cavo metallico della ferrata, a poca distanza l'uno dall'altro. Avrebbero dovuto fare rientro per pranzo, come era già accaduto in tante escursioni simili fatte assieme. 

Roberto Nardini, classe 1933, e Giorgio Peressoni, classe 1939 sono però morti l'uno cercando di aiutare l'altro in parete, probabilmente in seguito a un malore l'uno, e allo sforzo di aiutare l'amico, l'altro. Lo si è dedotto dal fatto che il più anziano dei due, che si trovava più in alto, è stato rinvenuto in una posizione che lasciava chiaramente intendere il tentativo di tirare su l'amico per la vita. Il recupero in notturna non è stato semplice. Gli otto tecnici del Cnsas intervenuti sul posto hanno dovuto attendere prima l'arrivo del medico del 118 per la constatazione del decesso e poi quello della polizia scientifica: entrambi, medico e poliziotto, sono stati imbracati e accompagnati alternatamente in cordata fino al punto del ritrovamento, situato ad una sessantina di metri di altezza da terra, a due terzi  della ferrata, nel punto tecnicamente più difficile e verticale della stessa. Solo dopo queste operazioni, intorno alle tre di notte, gli uomini hanno potuto calare i due amici alla base della parete e trasportarli dal sentiero alla strada vicina. Per fare questo è stato necessario richiedere anche la collaborazione del Soccorso Alpino Fluviale dei Vigili del Fuoco, per disporre nel più breve tempo possibile di una seconda barella adatta allo scopo.

I due amici erano legati regolarmente all'imbrago e al cavo, anche se con il sistema di assicurazione ormai datato dei due spezzoni di cordino.La ferrata Rose d'Inverno è un percorso attrezzato classico di preparazione alla ferrate più impegnative di montagna: è considerato un percorso non difficile e propedeutico, infatti è frequentato dai corsi del Club Alpino Italiano, ma presenta comunque dei brevi tratti verticali.