24 agosto 2017
Aggiornato 06:30
sanità

Telesca: «Con centrale unica e avvio del 112 meno chiamate e più missioni»

Tra il 4 aprile e il 30 giugno sono state 70.939 le chiamate gestite, circa 830 al giorno in media. Negli stessi giorni del 2016 erano state 121.550, con un calo di 50.611 di telefonate, il 41,6% in meno. L'assessore: «La riduzione delle chiamate è il frutto dell'introduzione di nuove tecnologie e soprattutto dell'avvio operativo del numero unico per le emergenze 112»

Maria Sandra Telesca (© Diario di Trieste)

TRIESTE- Tra il 4 aprile, giorno di avvio a Palmanova dell'attività della Sala operativa regionale emergenza sanitaria, centrale unica del 118, e il 30 giugno, sono state 70.939 le chiamate gestite, circa 830 al giorno in media. Negli stessi giorni del 2016 erano state 121.550, con un calo di 50.611 di telefonate, il 41,6% in meno. Lo rende noto oggi l'assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca. Nello stesso arco di tempo le missioni attivate, ovvero gli interventi dei mezzi di soccorso, sono aumentate passando da 28.838 a 30.843 (2.005 in più, circa +7%), con una media di 360 al giorno. «Tutto ciò - sottolinea l'assessore - ha significati precisi e risponde pienamente alle attese. La riduzione delle chiamate è il frutto dell'introduzione di nuove tecnologie (app e geolocalizzazione) e soprattutto dell'avvio operativo del numero unico per le emergenze 112; un servizio che evidentemente in questi tre mesi, anche in situazioni particolari come la recente ondata di maltempo che ha originato un picco di chiamate, ha saputo filtrare migliaia di telefonate improprie, consentendo agli operatori del 118 di concentrarsi effettivamente sul loro compito, quello di far fronte esclusivamente alle emergenze sanitarie, alleggeriti da pressioni inutili». 

Codici rossi e gialli
L'analisi dei dati mette poi in risalto che per i codici più gravi (rossi e gialli) i tempi di soccorso, ovvero quelli che intercorrono dalla chiamata all'arrivo di un'autoambulanza o di un'automedica, in questi tre mesi hanno rispettato gli standard nel 71,7% dei casi, contro il precedente 64,2%. «Un fattore positivo che non ci basta e quindi siamo impegnati per migliorare ancora», promette Telesca. Così come secondo l'assessore regionale alla Salute bisogna ancora adoperarsi per accrescere l'appropriatezza degli interventi. Le quasi 31 mila missioni effettuate hanno riguardato per lo più codici verdi (persone che non corrono un rischio immediato) e talvolta anche bianchi: 24.956 in totale, e dunque con 5.887 codici tra rossi (persone in pericolo di vita) e gialli (con problemi gravi).