19 agosto 2017
Aggiornato 20:30
l'evento di chiusura

Finale magico per TriesteLovesJazz: in migliaia al concerto all'alba sul Molo Audace

Sono state migliaia le persone che in attesa dell'alba hanno gremito il Molo Audace per ascoltare il piano solo del pianista veneziano Marco Ponchiroli (oggi alle 4 e 50 del mattino) che ha chiuso l'undicesima edizione della rassegna musicale

In migliaia hanno partecipato al concerto all'alba (© TriesteLovesJazz)

TRIESTE -  Sono state migliaia le persone che in attesa dell'alba hanno gremito il Molo Audace per ascoltare il piano solo del pianista veneziano Marco Ponchiroli (oggi alle 4 e 50 del mattino) che ha chiuso l'undicesima edizione di TriesteLovesJazz. I più solleciti tra il pubblico - arrivati prestissimo - si sono seduti attorno al pianoforte, mentre moltissimi altri hanno ascoltato in piedi riempiendo tutta l'area del Molo e gran parte delle Rive adiacenti. Quasi un'ora fittissima di musica per attendere che la luce del giorno, accarezzato da un'aria frizzante e viva: Ponchiroli ha sfoggiato un pianismo intenso, ricco, mai retorico e sempre accattivante e coinvolgente. La matrice classica, la grande energia ritmica e la forza sperimentatrice del pianista di Venezia hanno letteralmente inchiodato il pubblico che si è "sintonizzato" con il pianoforte, che per una voluta scelta di rispetto per la suggestione del momento e per l'ambiente - era rigorosamente acustico. Una vera magia, dunque, ormai attesissima da qualche anno a fine festival e divenuta una tradizione della città, cui neanche quest'anno sono mancati i tantissimi turisti e le persone arrivate da tutta la regione.  Una festa anche prima e dopo il concerto: chi ha a "tirato tardi" dopo il sabato sera estivo di una Trieste sempre più vivace, chi ha approfittato della colazione come sempre proposta al Caffè della Musica e da molti altri esercizi che sono rimasti aperti per l'occasione.

TriesteLovesJazzâ?? tira le somme
Una chiusura in grande stile, dunque per un Festival che ha visto tutti i concerti seguiti da una grandissima partecipazione di pubblico, attento alle più diverse proposte (circa trenta appuntamenti, tra il 4 luglio e oggi):  dal free jazz al funky, dal jazz con accenti rock all’improvvisazione più libera, dal dixieland alla sperimentazione contemporanea al jazz main stream. Grandissimi nomi dall'elevato profilo internazionale sono stati protagonisti di concerti memorabili in Piazza Verdi: in primis Eliane Elias, Scott Henderson e Peter Erskine; accanto a loro, tutti di grande livello, si sono alternati alcune delle migliori firme nazionali e internazionali della scena contemporanea: da Nat Osborne agli Acà Seca, da Bryan Carter, ad Harold Lopez, dal December soul trio a Roberto Magris e ancora ai Pericopes +1 e ai tantissimi artisti della regione, scelti per la qualità delle proposte. Un'importante vetrina per gli artisti, dunque, e un ottimo trampolino per i giovani (si pensi alla compositrice Camilla Collet e alle band nate al Conservatorio), oltre che un sicuro riferimento per poter sentire alcune delle migliori proposte internazionali al top dell'universo jazzistico.