20 aprile 2018
Aggiornato 22:00
posizione contraria

Lavori ai richiedenti asilo, Roberti frena Dipiazza: «Basta dare soldi pubblici a Ics e Caritas»

Il vicesindaco replica al sindaco, desideroso di collaborare con le realtą che si occupano di accoglienza: «Con 140.000 euro da destinare a delle borse lavoro per triestini disoccupati, la recinzione di viale Miramare la metterei a posto anche meglio»

Pierpaolo Roberti (© Facebook)

TRIESTE - L'integrazione dei richiedenti asilo è un tema delicato, che fa discutere. Divide i cittadini e divide anche i membri della Giunta. «Con 140.000 euro da destinare a delle borse lavoro per triestini disoccupati, la recinzione di viale Miramare la metterei a posto anche meglio. Senza dare altri soldi, che sono pubblici, a Ics e Caritas». Il vicesindaco Pierpaolo Roberti non nasconde la sua posizione, netta e contraria, rispetto all'ultima idea del sindaco Roberto Dipiazza. Il primo cittadino, solo ieri, ha reso noto di voler collaborare con le realtà che si occupano dell'accoglienza. L'obiettivo? Far si che i richiedenti asilo possano rendersi utili, in città, occupandosi della sistemazione della lunga inferriata che separa Porto vecchio da viale Miramare.