25 settembre 2017
Aggiornato 02:30
ambiente

Vito: «Ok all'accordo con l'Università di Trieste per la mappatura delle aree carsiche»

I ricercatori del dipartimento di Matematica e Geoscienze dell'ateneo giuliano dovranno elaborare una metodologia per individuare e perimetrare le aree carsiche attraverso raccolta, sintesi ed omogeneizzazione di dati preesistenti ma anche attraverso nuove rilevazioni

L'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito (© Diario di Trieste)

TRIESTE - La Giunta regionale, su proposta dell'assessore all'Ambiente, Sara Vito, ha approvato l'accordo attuativo con l'Università di Trieste per l'individuazione e la perimetrazione delle aree carsiche e delle relative zone di infiltrazione delle sorgenti d'acqua. Il documento, per la cui attuazione sono stati stanziati 32mila euro, «prevede - ha evidenziato Vito - che i ricercatori del dipartimento di Matematica e Geoscienze dell'ateneo giuliano, i quali sono già impegnati in questo tipo di attività e quindi dispongono delle tecnologie adatte, elaborino una metodologia per individuare e perimetrare le aree carsiche attraverso raccolta, sintesi ed omogeneizzazione di dati preesistenti ma anche attraverso nuove rilevazioni».

Competenze scientifiche e tecniche
Sarà quindi tracciata una mappatura dettagliata dei siti carsici con dati di tipo geologico, geomorfologico, idrogeologico, ambientale e paesaggistico che consentirà anche la caratterizzazione delle sorgenti e la definizione del loro grado di vulnerabilità, così come l'individuazione dei punti di ricarica acquiferi più vicini all'ambiente carsico. Secondo Vito, «materie complesse e articolate, quali quelle dell'ambiente e dell'energia, sono caratterizzate da scenari e situazioni in rapida evoluzione che richiedono particolari conoscenze scientifiche e tecniche che stavolta vengono messe a disposizione dall'Università di Trieste. In questo caso potremo quindi ottenere una mappatura precisa delle grotte carsiche e dei corsi d'acqua sotterranei». L'assessore ha evidenziato che l'area in questione è particolarmente complessa, tanto che «la Regione deve disporre di un quadro conoscitivo il più ampio e circostanziato possibile sul quale basare le proprie attività istituzionali, in particolare per quanto riguarda quelle autorizzative».