23 aprile 2018
Aggiornato 00:00
immigrazione

Sap: «L'Ics pensi a seguire i suoi ospiti invece di criticare l'operato della Questura»

Il Sindacato autonomo di Polizia replica al presidente Gianfranco Schiavone, che aveva scaricato la colpa del ritardo nel riconoscimento dello status di profughi sulla Questura: «Un maggiore controllo e attenzione ai propri ospitati concorrerebbe nella prevenzione di terribili ed odiosi reati commessi da alcuni dei loro»

Polizia di Stato (© Diario di Trieste)

TRIESTE -  «Secondo la legge la ricezione della domanda di asilo va fatta in tre giorni, ma la Questura ci mette un mese e mezzo. La notifica e il rilascio dei permessi di soggiorno dovrebbero essere conclusi in venti giorni mentre trascorrono in media cinque mesi». Non ha usato molti giri di parole Gianfranco Schiavone. Per il presidente dell'Ics il ritardo nel riconoscimento dello status ai profughi è legato ai tempi burocratici. Insomma, la colpa è della Questura. E l'attacco non è passato inosservato. 

La nota
Il Sindacato autonomo di Polizia ha infatti replicato. «Ci spiace leggere che il responsabile dell’ICS alzi il dito accusatorio contro la Questura di Trieste, oggi impegnata fra l’altro a garantire al cittadino controlli straordinari del territorio utilizzando sempre lo stesso personale - si legge ancora nel comunicato - Vorremmo sentire dal responsabile dell’ICS parole di appoggio e solidarietà piuttosto che critiche alla Polizia di Stato viste le condizioni in cui gli operatori di polizia sono ormai costretti a lavorare. Crediamo che sarebbe più utile che tale istituzione pensasse maggiormente a seguire i suoi ospiti nel percorso di integrazione piuttosto che criticare l’operato degli altri: un maggiore controllo e attenzione ai propri ospitati concorrerebbe nella prevenzione di terribili ed odiosi reati commessi da alcuni dei loro».