16 giugno 2019
Aggiornato 10:30
questione accoglienza

Moretti, bene l'apertura dei sindaci all'accoglienza diffusa

Il capogruppo del Pd ha commentato l'incontro tra i sindaci dei quattro Comuni capoluogo: «Solo all'interno di uno schema dove ognuno fa la propria parte è possibile trovare delle soluzioni equilibrate per tutto il territorio regionale»
Moretti, bene l'apertura dei sindaci all'accoglienza diffusa
Moretti, bene l'apertura dei sindaci all'accoglienza diffusa Regione Friuli Venezia Giulia

GORIZIA - «La presa di responsabilità, libera dagli spot urlati specie in campagna elettorale, è la strada migliore per dare risposte soprattutto al tema complesso e spinoso dei profughi. Solo all'interno di uno schema dove ognuno fa la propria parte è possibile trovare delle soluzioni equilibrate per tutto il territorio regionale». A dirlo è il capogruppo del Pd, Diego Moretti commentando l'incontro tra i sindaci dei quattro Comuni capoluogo che si è tenuto martedì 29 agosto a Gorizia, proprio sul tema della gestione dei migranti richiedenti asilo.

«Notiamo come finalmente anche due ex colleghi del Consiglio regionale, che da sempre hanno osteggiato l'accoglienza diffusa in Consiglio, abbiano finalmente compreso che la ridistribuzione su tutto il territorio della nostra regione, compresi i sindaci loro amici, sia l'unica soluzione per gestire il fenomeno dell'immigrazione. Siamo assolutamente soddisfatti nel sentire che quel progetto portato avanti dall'assessore Torrenti e irriso da parte del centrodestra, oggi sia programma reale per i sindaci dei quattro capoluoghi di provincia e ci aspettiamo, a questo punto, che tutti facciano la loro parte». E ancora, continua Moretti, «il fatto che il sindaco Honsell abbia avuto un comportamento istituzionale e non demagogico è la conferma di come il centrosinistra ha sempre guardato alla questione dei profughi, non come elemento di battaglia politica ma di gestione amministrativa dove la politica e i partiti non c'entrano. "Honsell - conclude il capogruppo dem - ha fatto sempre il suo lavoro senza dichiarazioni a effetto, dimostrando che alla fine bisognava arrivare tutti assieme all'idea che serviva una maggior condivisione da parte di tutto il territorio, per la gestione del problema».