17 novembre 2019
Aggiornato 02:30
l'evento

Scuole slovene, Fedeli al "Jesenski seminar": «Una festa dei diritti tutelati e rispettati»

La presidente del Friuli Venezia Giulia ha ringraziato, nel capoluogo di regione, il ministro dell'Istruzione per aver preso parte all'annuale incontro degli educatori, dei maestri e dei professori negli oltre 70 istituti con lingua d'insegnamento slovena a Trieste, Gorizia e in provincia di Udine

TRIESTE - La presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, ha ringraziato, oggi nel capoluogo di regione, il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, per aver preso parte al "Jesenski seminar", l'annuale incontro degli educatori, dei maestri e dei professori negli oltre 70 istituti con lingua d'insegnamento slovena a Trieste, Gorizia e in provincia di Udine. «Una festa dei diritti tutelati e rispettati» è la definizione data all'evento da Fedeli, che parlando dal palco del Teatro stabile sloveno a una platea di circa 300 docenti, ha sottolineato come l'appuntamento - giunto alla 52esima edizione - sia una solenne dimostrazione "della pace e del multiculturalismo" che arricchiscono la fascia lungo il confine italo-sloveno.

Il ricordo
Il convegno è allo stesso tempo anche una prova degli ottimi rapporti tra l'Italia e la Slovenia, essendo il frutto di un accordo internazionale che vede la collaborazione tra l'Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e il ministero dell'Istruzione sloveno, rappresentato oggi a Trieste dal segretario di Stato, Tomaz Boh, che ha portato i saluti del ministro Maja Makovec Brencic. I concetti espressi da Fedeli sono stati ripresi anche da Serracchiani, il cui intervento è stato interrotto da un applauso quando ha ricordato Boris Pahor, lo scrittore sloveno di Trieste che il 26 agosto scorso ha compiuto 104 anni. «Non è soltanto una persona che vogliamo e dobbiamo ricordare - ha detto la presidente della Regione - ma è un grande maestro che forse più di tutti ha compreso quanto la lingua e la scuola siano importanti per rendere grande una comunità». Le parole di Serracchiani erano riferite al romanzo "Qui è proibito parlare", in cui Pahor descrive la Trieste negli anni del fascismo, quando lo sloveno venne bandito nelle scuole e in tutti i luoghi di aggregazione.

Scuole sinonimo di ricchezza
In seguito, come ha ricordato anche Fedeli, le scuole slovene a Trieste e Gorizia risorsero già subito dopo la fine della seconda guerra mondiale diventando uno dei cardini della minoranza linguistica nonché della ricchezza culturale in Friuli Venezia Giulia. Perciò sia Fedeli che Serracchiani hanno rivolto un sentito ringraziamento al corpo docente delle scuole slovene, recentemente irrobustito da 40 nuove stabilizzazioni grazie al recente concorso atteso da 18 anni e bandito dall'Ufficio scolastico regionale di concerto con il Miur. Oltre a Serracchiani hanno accolto il ministro Fedeli diversi esponenti della comunità slovena in Italia, nonché il commissario del Governo nella Regione Friuli Venezia Giulia - Prefetto di Trieste, Annapaola Porzio, la parlamentare Tamara Blazina, l'assessore regionale all'Istruzione, Loredana Panariti, i consiglieri regionali Stefano Ukmar e Igor Gabrovec, la dirigente titolare dell'Ufficio scolastico regionale, Alida Misso, e la console slovena a Trieste Tanja Mljac.