17 novembre 2019
Aggiornato 04:00
parola al vicesindaco

Sloveno a scuola, Roberti: «Un'opportunità che non deve diventare obbligo»

Il vicesindaco in un post su Facebook dice la sua sulla proposta della Fedeli: «Scordiamoci che una sola famiglia si senta dire, tra un anno o due, che di posti con insegnamento inglese non ce ne sono più e che sono rimasti solo dei posti in classi con insegnamento sloveno, perché non di libera scelta si tratterebbe»

TRIESTE -  Lingua slovena sì, lingua slovena no. Il dibattito, dopo l’intervento del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, è acceso più che mai. Anche il vicesindaco Pierpaolo Roberti non si tira indietro e prende una posizione. «A me la proposta Fedeli di inserire lo sloveno tra le seconde lingue straniere non dispiace per niente. La trovo un'opportunità in più per le famiglie nella scelta educativa dei figli e maggiori opportunità non vanno mai scartate a prescindere, soprattutto quando riguardano, non solo un nostro vicino, ma la lingua che molti nostri concittadini utilizzano quotidianamente. – continua nel suo post su Facebook - Ricordiamoci, però, che di opportunità dobbiamo parlare, quindi scordiamoci che una sola famiglia si senta dire, tra un anno o due, che di posti con insegnamento inglese non ce ne sono più e che sono rimasti solo dei posti in classi con insegnamento sloveno, perché non di libera scelta si tratterebbe a quel punto ma di obbligo».