20 novembre 2017
Aggiornato 10:30
il caso

Federcaccia: «Norme astruse non fermano i cinghiali in città»

Il presidente Paolo Viezzi commenta il curioso avvistamento: «Deve cambiare l'atteggiamento delle persone verso gli animali se si vuole portare la politica a giuste norme. Pensare che una bestia di 160 kg o più con le zanne sia come un gattino di casa è un'aberrazione…»

Il cinghiale avvistato l'altra notte (© Diario di Trieste)

TRIESTE – Le immagini del cinghiale a passeggio nel rione di Roiano hanno fatto il giro del web. C’è chi ha sorriso, chi si è spaventato, chi si è semplicemente domandato cosa ci facesse un animale di quella portata nel mezzo della strada. Il presidente di Federcaccia, Paolo Viezzi, spiega come stanno le cose. «A Trieste era già capitato diverse volte anche se non così in centro – comincia - Qualche anno fa una signora scendendo dall'auto bus in zone ospedale aveva trovato cinghiali sulla piazzola della fermata. Sono ormai situazioni ricorrenti».

La legge che non va
Ma non certo normali. Che si può fare per evitare di trovarsi in queste situazioni? «Evitare queste cose sarebbe possibile solo eliminando norme astruse previste nella normativa nazionale che impediscono ai cacciatori di effettuare i prelievi in modo soddisfacente - aggiunge - Il cinghiale non ha antagonisti naturali quindi se non controllato dall'uomo prolifica». I primi a dover modificare il loro comportamento sono gli stessi cittadini. «Deve cambiare l'atteggiamento delle persone verso gli animali se si vuole portare la politica a giuste norme- conclude Viezzi - Pensare che una bestia di 160 kg o più con le zanne sia come un gattino di casa è un'aberrazione…»