25 settembre 2017
Aggiornato 02:30
futuro

Vito: «Approdarà in Consiglio regionale la nuova legge in materia di rifiuti»

L'assessore regionale all'Ambiente: «L'Amministrazione regionale sta compiendo sul piano legislativo un importante passo nella direzione di produrre nuove disposizioni per il settore dal momento che la normativa in materia era ferma agli Anni 80»

L'assessore regionale all'Ambiente, Sara Vito (© Diario di Trieste)

TRIESTE - «L'Amministrazione regionale sta compiendo sul piano legislativo un importante passo nella direzione di produrre nuove disposizioni per il settore dal momento che la normativa in materia era ferma agli Anni 80. È infatti in procinto di approdare in Consiglio regionale la nuova legge per la disciplina organica in materia di rifiuti e di principi di economia circolare». Così l'assessore regionale ad Ambiente ed Energia del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, a Trieste nel corso del convegno "Economia circolare in Friuli-Venezia Giulia: riciclo, legalità e best practice per lo sviluppo del territorio" organizzato dal Consorzio nazionale raccolta e riciclo (Cobat) all'interno della manifestazione Panorama d'Italia.

Buona posizione in classifica
«La Regione - ha affermato l'assessore - sta portando avanti degli investimenti importanti sul piano dell'economia circolare in un contesto in cui consumatori, imprese ed enti locali devono porsi l'obiettivo di fare un grande lavoro di squadra». Il Friuli Venezia Giulia, come è emerso durante il convegno, è una delle Regioni più virtuose del Paese per quel che riguarda il numero di reati legati allo smaltimento illegale dei rifiuti, essendo classificata al 18° posto di questa particolare graduatoria. Inoltre, nel 2016 sono stati raccolti negli apposti centri in regione qualcosa come 2mila tonnellate di rifiuti tecnologici (tra cui batterie e apparecchi elettrici).

Cambiamento culturale
«C'è una forte sensibilità dell'amministrazione regionale - ha spiegato l'assessore - per favorire il passaggio da un'economia lineare ad un'economia di tipo circolare, in un sistema dove non esistono più materie prime e rifiuti da smaltire ma ci sono materie prime secondarie che possono ancora produrre valore nel rispetto dell'ambiente». «Si tratta, quindi, non solo di un passaggio amministrativo, ma - ha concluso Vito - di un vero e proprio cambiamento culturale. In questo senso abbiamo investito in una serie di azioni mirate per incentivare la raccolta nei centri finalizzati al riuso e per sensibilizzare i cittadini attraverso manifestazioni e momenti di divulgazione come le ecofeste».