20 maggio 2019
Aggiornato 18:30
l'appuntamento

Trieste ricorda Vladimir Bartol, autore di 'Alamut': vi dice niente Assassin's Creed?

Il romanzo è stato tradotto in una quindicina di lingue ed è stato fonte di ispirazione per una delle più fortunate serie di videogames, intitolata Assassin's Creed (Il credo degli assassini). Martedì 12 settembre, cinquantenario della scomparsa di Bartol, Fabrizio Foschini ricorderà la figura dello scrittore
La locandina dell'evento
La locandina dell'evento Comune di Trieste

TRIESTE - C'è un romanziere triestino che è conosciuto dagli appassionati di videogames di tutto il mondo. Non è James Joyce. E non è neanche Italo Svevo. Si tratta invece di Vladimir Bartol, grande scrittore di lingua slovena, autore del romanzo Alamut, tradotto in una quindicina di lingue e per altro fonte di ispirazione, appunto, per una delle più fortunate serie di videogames, intitolata Assassin's Creed (Il credo degli assassini). L’affascinante vicenda della setta degli «assassini» e del loro carismatico capo Hasan i' Sabba, il «veglio della montagna», prima di attirare l'attenzione degli sceneggiatori di videogiochi, ha catturato fra gli altri quella di intellettuali come Marco Polo e Dante Alighieri. Ma al di là delle affascinanti leggende di fanatismo e perversioni «orientali», misticismo e droghe, qual è la verità storica nella vicenda degli ismaeliti, la setta sciita al cui interno si è sviluppata la vicenda di Hasan, della rocca di Alamut e dei suoi fedayn micidiali e pronti al martirio? 

L'appuntamento
Martedì 12 settembre, cinquantenario della scomparsa di Bartol - nato nel quartiere di San Giovanni, a Trieste, nel 1903 e morto a Lubiana, appunto, il 12 settembre del 1967 - se ne parlerà nel corso di un incontro con Fabrizio Foschini, dottore di ricerca in Storia e Istituzioni dell'Asia e dell'Africa, studioso e conoscitore dell'Afghanistan dove ha vissuto a lungo, membro del think tank Afghanistan Analysts Network e collaboratore di ICS - Ufficio Rifugiati Onlus in veste di mediatore linguistico. L'incontro, introdotto e coordinato da Riccardo Cepach, studioso di letteratura triestina, che parlerà brevemente della figura di Bartol e della sua opera, ha lo scopo di ripercorrere le vicende storiche all'origine del romanzo e di indagare le possibili fonti dello stesso Bartol che si rivela fra i più attenti e rispettosi divulgatori della leggenda. 

Le altre iniziative
L’appuntamento si terrà al Museo Sveviano di via Madonna del Mare 13, a partire dalle 16.30. A seguire, alle ore 18, i partecipanti che lo desidereranno avranno la possibilità di trasferirsi nel rione di San Giovanni (in gruppo, con l'autobus della linea 9) per una visita guidata ai luoghi della vita triestina di Bartol condotta da Patrizia Vascotto e organizzata da Slovenski klub e Gruppo '85 che prenderà avvio alle 18.30 da piazzale Gioberti, di fronte alla chiesa. Gli eventi «bartoliani» del 12 dicembre saranno seguiti da altri appuntamenti dedicati allo scrittore triestino nel corso dello SloFest, il festival della cultura slovena che si terrà dal 15 al 17 settembre (programma completo su http://slofest.zskd.eu ).