25 agosto 2019
Aggiornato 03:30
dal 25 settembre

Si apre a Trieste la 16a edizione del Festival pianistico 'Giovani interpreti & grandi Maestri'

E’ uno degli eventi musicali più attesi sulla scena cameristica autunnale. Propone un cartellone con grandi protagonisti della scena solistica attuale, impegnati sul tema del “viaggio armonico”.
Benedetto Lupo
Benedetto Lupo

TRIESTE – E’ uno degli eventi musicali più attesi sulla scena cameristica autunnale: da lunedì 25 settembre nella Sala Ridotto del Teatro Verdi si apre a Trieste la 16^ edizione del Festival pianistico «Giovani interpreti & grandi Maestri». Un cartellone con grandi protagonisti della scena solistica attuale, impegnati sul tema del «viaggio armonico»: fino al 23 ottobre sfileranno Emanuele Arciuli, impegnato in un emozionante recital ungherese attraverso pagine di Liszt, Haydn e Bartók, Giuseppe Guerrera, applauditissimo al Concorso di Montreal, con pagine di repertorio russo nel nome di Scrjabin, Shostakovich e Rachmaninov, e ancora il giovanissimo Filippo Gorini, vincitore del Concorso Internazionale Beethoven di Bonn, con due Sonate di Beethoven e l’op.11 di Schumann, repertorio congeniale al giovane artista italiano così legato alle partiture di matrice tedesca.

Appuntamenti di ottobre
Il focus sulla letteratura musicale polacca sarà affidato, lunedì 9 ottobre, alla nota pianista Anna Kravtchenko, impegnata a Trieste nell'esecuzione integrale dei Notturni di Chopin secondo la successione molto interessante del bulgaro Alexis Weissenberg. A suggello dell’edizione 2017 del Festival ecco, lunedì 23 ottobre, una performance d'eccezione che attraversa tre Paesi per descrivere l'Evoluzione del Concerto pianistico, tra Salieri, Mozart e Beethoven, capisaldi del repertorio. Protagonista sarà il grande pianista Benedetto Lupo, solista accanto all'Orchestra da Camera di MANTOVA.  

Carriera straordinaria
«In Ungheria» titola la performance di Emanuele Arciuli che lunedì 25 settembre (alle 20.30, Ridotto Teatro Verdi) si dedicherà a pagine musicali di Franz Joseph Haydn (Variazioni in fa minore, Hob.XVII:6), Franz Liszt (da Historische ungarische Bildnisse, S2059 e Hymne de la Nuit) e Béla Bartók (Szabadban «All'aria aperta»). Attivo anche in ambito cameristico, Arciuli collabora regolarmente con Massimo Quarta, Sonia Bergamasco, Andrea Rebaudengo. Il suo interesse per la musica americana si è concretizzato in un libro, Musica per pianoforte negli Stati Uniti (Edt) e in numerose lezioni, sia radiofoniche che televisive. Nel 2011 gli è stato conferito il premio della critica musicale italiana «Franco Abbiati» come miglior solista dell’anno. Tra gli altri riconoscimenti, una nomination per i Grammy Award per il cd dedicato a George Crumb, parte del suo progetto Round Midnight. Incide per Stradivarius, Chandos, Vai, Innova Records, Bridge. Il suo impegno nella musica contemporanea, poi, lo porta ad esibirsi regolarmente nelle principali rassegne (Milano Musica al Teatro alla Scala, Biennale di Venezia, Nuova Consonanza di Roma etc.). Docente di pianoforte al Conservatorio Piccinni di Bari, tiene regolarmente workshop per numerose università degli Stati Uniti, dove si reca dal 1998 ed ha tenuto oltre quaranta tournée.