20 gennaio 2019
Aggiornato 14:00
l'incarico

Bosso: «Spenderò ogni mia energia per dare al teatro e alla città tutto il meglio di me»

Si è svolta questa mattina la conferenza stampa per il conferimento dell’incarico di Direttore Stabile Residente della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste a Ezio Bosso. Il Maestro sarà in carica dal primo ottobre fino al 31 luglio 2020
Ezio Bosso
Ezio Bosso

TRIESTE – Si è svolta questa mattina la conferenza stampa per il conferimento dell’incarico di Direttore Stabile Residente della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi al Maestro Ezio Bosso. Erano presenti il Maestro Bosso, per la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste il vice presidente Paolo Marchesi, il sovrintendente Stefano Pace, il direttore generale Antonio Tasca e il direttore artistico Paolo Rodda, mentre per il Comune di Trieste era presente l’assessore con delega ai Teatri Serena Tonel.

L'incarico
Ezio Bosso sarà in carica dal primo ottobre fino al 31 luglio 2020, un biennio che si annuncia particolarmente significativo e rilevante per la città di Trieste, viste le imminenti celebrazioni per la ricorrenza del centenario dalla fine della Grande Guerra e del ritorno della città all’Italia. Il Maestro, che sarà impegnato con assidua e regolare partecipazione nelle attività del Teatro, prevede di trasferirsi a Trieste nel prossimo futuro. Tale incarico, che è un unicum nel panorama nazionale, rappresenta una precisa scelta di gestione essendo coerente con il modello organizzativo adottato dalla Fondazione: infatti, nel panorama delle Fondazioni liriche italiane il Maestro Bosso è l’unico direttore d’orchestra a ricoprire questo ruolo. La Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi è una delle istituzioni culturali più rappresentative e in crescita del panorama nazionale, che negli ultimi due anni ha registrato un incremento di pubblico di circa il 30% consolidando la propria reputazione internazionale, anche grazie all’inaugurazione della Dubai Opera nel 2016.

«E’ per me un onore meraviglioso trovare oggi a Trieste la casa ideale per la musica che amo, quella che preferisco definire ‘libera’ e non bloccarla nella definizione di "classica" perché credo che esprima meglio il senso di patrimonio comune attraverso i secoli che essa rappresenta per tutti noi  - ha dichiarato il Maestro Bosso - E’ stata anche una bellissima sorpresa trovare nel Teatro Verdi di Trieste una squadra di lavoro così preparata, motivata, entusiasta, rigorosa, affiatata, positiva, davvero un gruppo di persone che vuole fare musica insieme al meglio, senza sprechi ma senza intaccare la qualità, primo baluardo di difesa della nostra musica libera contro le difficoltà di questi nostri tempi difficili, che mettono sempre a repentaglio la missione prima dei teatri con compromessi poco rispettosi di chi siamo e soprattutto di ciò che rappresenta nel mondo il repertorio che difendiamo. Insomma, quella famiglia da raggiungere. In una città meravigliosa che respira e fa respirare cultura nella sua accezione più alta e profonda. Con la poesia a cui mi sento affine». 

Entusiasmo
«Spenderò ogni mia energia per dare a questo teatro e alla città tutto il meglio di me, i sogni che ho cullato per anni preparandomi con la meticolosità che chi mi conosce davvero sa essere la mia prima caratteristica come musicista: studio, impegno, nessun risparmio di me stesso di fronte all’obiettivo artistico - ha concluso - Dedicandomi quotidianamente e spendendo tempo insieme al teatro, ai suoi preziosi lavoratori e a Trieste e i suoi cittadini. Città che amo, come ben si sa. Faccio fatica a trovare le parole per dirvi quanto io sia felice e motivato, con quel senso di gratitudine più profondo, quello che non basta dire ma esiste nei gesti, e commosso ma con le lacrime! Da oggi mi sento di appartenere a un teatro e una città che ama la cultura e la musica a cui appartengo. E non vedo l’ora che i nostri gesti, il nostro lavoro e soprattutto la musica a cui apparteniamo e che ci appartiene, parlino al posto mio con tutta la forza, l’energia, la poesia, la vita che essa porta con sé attraverso i secoli fino a noi. Da oggi, se volete, chiamatemi pure Mulo Musicante».