22 settembre 2019
Aggiornato 16:00
apparato sicurezza

Sindacato autonomo di Polizia ad Opicina: «I tristi presagi del 2015 si stanno avverando»

Il Sap è intervenuto ad un incontro pubblico con i cittadini a seguito di una notizia che si era diffusa sul possibile trasferimento di sede dell’ufficio immigrazione nella struttura di Villa Carsia che oggi ospita il Commissariato di Opicina
Polizia di Stato
Polizia di Stato Diario di Trieste

TRIESTE - Il Sap è intervenuto ad un incontro pubblico con i cittadini di Opicina a seguito di una notizia che si era diffusa sul possibile trasferimento di sede dell’ufficio immigrazione nella struttura di Villa Carsia che oggi ospita il Commissariato di Opicina. Di fatto oggi, di concreto, c’è solo un sopralluogo dei vertici della Questura per vedere se ci sia la possibilità di avviare un progetto di fattibilità da inviare al Ministero per poi eventualmente reperire dei fondi per la realizzazione di tale soluzione. «Sull’argomento non nascondiamo di nutrire più di qualche dubbio in ordine alla fattibilità - comincia Lorenzo Tamaro, segretario provinciale - Il Sap ha invece voluto evidenziare durante il dibattito pubblico con la cittadinanza, quanto si sia ulteriormente aggravata la situazione dell’apparato sicurezza ad Opicina rispetto a due anni fa, quando proprio la nostra organizzazione sindacale aveva organizzato su richiesta dei cittadini un incontro sull’argomento».

I numeri
Il Commissariato nel 2003 aveva un organico di 33 operatori di Polizia. Nel 2015 la denuncia del Sap: solo 15 operatori e il Commissariato a rischio collasso. «Ora la situazione è ulteriormente peggiorata, abbiamo 12 operatori, di cui due aggregati in altri uffici della Provincia e uno prossimo alla pensione - prosegue - Queste condizioni determinano che di fatto da anni che la «volante», che un tempo operava durante tutte le 24 ore, non esiste più! Con i numeri attuali a fatica e grazie alla disponibilità da parte del personale ai doppi turni si riesce a malapena a far sopravvivere il presidio di Polizia. Di questo passo la chiusura sarà un atto che i vertici  ministeriali definiranno «razionale» e «giustificabile»: noi fin da subito lo consideriamo l’ulteriore arretramento della sicurezza, altro che «esserci sempre»!». 

Paure e realtà
Ma la sicurezza di Opicina potrebbe subire un’ulteriore duro colpo con la spesso ventilata «soppressione» (chiusura) della Sottosezione della Polizia di Frontiera di Villa Opicina, con funzioni di «retro-valico», che un tempo contava di circa 30 uomini circa di organico, oggi circa 20. «I normali pensionamenti e le mancate assunzioni creano un’inesorabile emorragia nei vari posti di lavoro della Polizia di Stato. La soppressione della Sottosezione della Polizia di Frontiera di Villa Opicina, con la scusa della vicinanza della Sottosezione di Polizia di Frontiera di Fernetti, porterebbe linfa vitale ai restanti «posti di frontiera» che oggi conta una pianta organica di poco più di 100 persone rispetto alle 120 previste. La soppressione della «frontiera di Opicina» di conseguenza però potrebbe indurre il Ministero a rivedere le piante organiche a circa 90 unità, numero, guarda caso, vicino a quello attuale. Di fatto questa situazione porterà a perdere uomini sul territorio. Due anni fa avevamo denunciato i nostri timori, oggi quelle parole trovano le conferme che non erano allarmismi, ma giuste proiezioni che parlano di un continuo depauperamento delle forze di Polizia e di conseguenza dell’arretramento della sicurezza tanto invocata da tutti».